Oceania live-action

La nuova Vaiana Catherine Laga’aia parla del peso del suo cognome

Catherine Laga’aia, figlia della star di Star Wars Jay Laga’aia, parla di nepotismo e del ruolo da protagonista nel live-action Oceania.

Catherine Laga’aia, protagonista del nuovo film live-action Disney Oceania, ha affrontato con ironia il tema del nepotismo, riconoscendo il ruolo che il percorso professionale di suo padre potrebbe aver avuto nella sua carriera. Figlia dell’attore Jay Laga’aia, noto per aver interpretato il Capitano Typho nella saga di Star Wars, l’attrice ha scherzato sul fatto di aver “ereditato il nepotismo”, dichiarando di accettarlo senza esitazioni.

“Ho ereditato il nepotismo, questo è certo. E lo accetto volentieri”, ha raccontato come riportato da Entertainment Weekly, riferendosi al vantaggio di essere cresciuta in una famiglia già legata al mondo dello spettacolo. Jay Laga’aia, oggi 62enne, ha infatti preso parte a Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (2002) e Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (2005), contribuendo a creare un legame importante tra sua figlia e l’ambiente cinematografico.

Catherine, una degli otto figli dell’attore, ha spiegato però che il suo obiettivo principale non è stato semplicemente seguire le orme del padre, ma dimostrargli di essere all’altezza dell’eredità artistica ricevuta. “Avendo mio padre nel settore e volendo rendere orgoglioso un pioniere e chi ama il cinema, la cosa più importante per me era proprio renderlo orgoglioso”, ha dichiarato.

L’attrice australiana ha rivelato che il pensiero del padre l’ha accompagnata durante le riprese del remake live-action di Oceania, in cui interpreta il ruolo di Vaiana, mentre Dwayne Johnson torna nei panni di Maui dopo il successo del film d’animazione originale. Per Catherine, la domanda che l’ha guidata durante il progetto è stata spesso: “Cosa farebbe mio padre?”, con il desiderio di portare avanti un’eredità familiare fatta di passione e rispetto per il cinema.

Anche Johnson ha parlato delle difficoltà affrontate per riportare Maui sul grande schermo in una versione realistica. L’attore ha spiegato che una delle sfide più impegnative è stata abituarsi alle pesanti protesi, ai capelli e alla trasformazione fisica necessaria per il personaggio, che aggiungevano circa 18 chili al suo peso. Secondo lui, questa complessità ha richiesto un nuovo modo di esprimere emozioni e interpretare il ruolo.

L’attore ha inoltre sottolineato l’importanza di rappresentare con attenzione la cultura polinesiana all’interno del film, spiegando che la produzione ha coinvolto persone legate a quella tradizione in diversi settori, dalla sceneggiatura allo sviluppo del progetto, con l’obiettivo di mantenere autenticità e rispetto nella narrazione.


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