Il cast stellare dell’Odissea di Nolan: da Damon a Zendaya, tutte le star del kolossal che reinventa il mito di Ulisse.
Poche storie hanno attraversato i secoli con la stessa forza dell’Odissea. Il viaggio di Ulisse verso Itaca, tra naufragi, tentazioni e identità smarrite, non è solo uno dei grandi miti fondativi della cultura occidentale: è una matrice narrativa ancora oggi sorprendentemente viva. Ed è proprio qui che Christopher Nolan ha deciso di intervenire, trasformando il poema di Omero nel suo tredicesimo lungometraggio, affrontando così una delle sfide più ambiziose della sua carriera: dare forma cinematografica a un testo che è insieme avventura, meditazione sull’uomo e struttura archetipica del racconto.
Un materiale sterminato che, nelle sue mani, è diventato una promessa di spettacolo su scala epica, sostenuta da un cast di stelle che già da solo definisce l’evento: da Matt Damon ad Anne Hathaway, passando per Tom Holland, Robert Pattinson, Zendaya, Charlize Theron e non solo.
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Matt Damon è Ulisse
Nel ruolo del leggendario re di Itaca, Ulisse, c’è Matt Damon, uno dei volti più riconoscibili e longevi di Hollywood. L’attore, esploso nel 1997 con Will Hunting – Genio ribelle, scritto e interpretato insieme all’amico Ben Affleck, ha attraversato più di vent’anni di cinema, da Salvate il soldato Ryan a Ocean’s Eleven, fino a The Bourne Identity e La mia vita è uno zoo, costruendo una carriera capace di muoversi tra blockbuster e cinema d’autore.
Per Damon si tratta della terza collaborazione con Christopher Nolan, dopo Interstellar (2014) e Oppenheimer (2023), ma è la prima volta che si trova davvero al centro della scena, nei panni del protagonista assoluto. Un passaggio che lo stesso attore ha definito tutt’altro che ordinario.
In un’intervista a Time, Damon ha raccontato di aver vissuto il progetto come qualcosa di raro, quasi irripetibile: “Non ci sono molti attori cinquantenni che guidano blockbuster di questo tipo. Ho affrontato questo film come se fosse l’ultimo che avrei mai girato”.
Parole che non suonano come un addio, ma piuttosto come la consapevolezza di trovarsi davanti a un’occasione fuori scala. Anche sul modo di fare cinema non nasconde l’entusiasmo: “Film come questo non si fanno più. Realizzarlo senza ricorrere allo schermo verde, come avrebbe fatto David Lean, è qualcosa che, a parte Chris, non vedo nessun altro tentare”.
Tom Holland è Telemaco
Tom Holland interpreta Telemaco, il giovane principe di Itaca deciso a ritrovare il padre scomparso e a dare un senso al vuoto lasciato dalla guerra. Per lui, diventato una star globale grazie al ruolo di Peter Parker in Captain America: Civil War (2016) e poi al centro del Marvel Cinematic Universe, questo progetto rappresenta una deviazione significativa dal mondo dei cinecomic, dopo aver preso parte anche a film come The Devil All the Time (2020) e Chaos Walking (2021).
L’attore ha raccontato di aver trovato in Nolan un approccio quasi formativo al set, tanto da volerlo portare anche nei futuri progetti, compreso il prossimo capitolo di Spider-Man. In un’intervista a GQ, ha spiegato di aver chiesto una maggiore preparazione prima delle riprese: “Ho detto: non possiamo arrivare sul set e improvvisare. Dobbiamo capire perché stiamo facendo questo film, al di là del fatto che è Spider-Man 4, che incasserà tantissimo e ci farà vivere una grande estate. Qual è il vero motivo per cui stiamo raccontando questa storia?”
Anne Hathaway è Penelope
Nel ruolo di Penelope, moglie di Ulisse e madre di Telemaco, c’è Anne Hathaway. Nell’Odissea di Nolan, la regina di Itaca non è soltanto la figura che attende il ritorno del marito, ma una donna che deve reggere da sola il peso del potere mentre il palazzo viene lentamente occupato dai pretendenti che sperano di prenderne il posto.
Hathaway è ormai una presenza consolidata del cinema contemporaneo, diventata celebre nei primi anni Duemila con Pretty Princess (2001), Come d’incanto (2004) e soprattutto Il diavolo veste Prada (2006). Nel corso degli anni ha poi costruito una carriera più complessa e stratificata, passando da ruoli drammatici come Rachel Getting Married (2008) fino a interpretazioni in Les Misérables (2012), Dark Waters (2019) e nella miniserie WeCrashed.
Il suo è un rapporto ormai consolidato con Nolan: Odissea segna infatti la terza collaborazione dopo Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012) e Interstellar (2014). E proprio parlando del personaggio, l’attrice ha raccontato a Time di essere rimasta colpita dall’interpretazione data dal regista: “C’è questa idea di Penelope come simbolo della modestia e della pazienza. Ma leggendo la sceneggiatura gli ho detto: ‘Chris, hai scritto una donna piena di rabbia, praticamente alla pari di Ulisse’. L’ho immaginata come un vulcano sempre sul punto di esplodere. È stato davvero emozionante vederla liberare finalmente tutta quella forza.”
Robert Pattinson è Antinoo
Tra i volti più ambigui del film c’è Robert Pattinson, che interpreta Antinoo, uno dei principali pretendenti di Penelope e figura chiave nella pressione che grava su Itaca durante l’assenza di Ulisse.
La carriera di Pattinson ha seguito una traiettoria decisamente imprevedibile: dal successo globale di Twilight al debutto come Cedric Diggory in Harry Potter e il Calice di Fuoco (2005), fino a una fase più autoriale che lo ha visto protagonista di film come Good Time (2017), High Life (2018), The Lighthouse (2019) e The Batman (2022).
Con Nolan si tratta della seconda collaborazione dopo Tenet (2020), ma qui il registro è completamente diverso. Pattinson ha raccontato di essersi ispirato a una figura molto lontana dall’epica classica: Lester Diamond, il truffatore interpretato da James Woods in Casino di Martin Scorsese. “Il mio personaggio è un po’ come James Woods in Casino. Ho pensato che sarebbe stato divertente portare quel tipo di figura a Itaca. È viscido, ambiguo. Durante le prove costume continuavo a dire che volevo assolutamente delle mutande leopardate che spuntassero dalla tunica, con un po’ di pelliccia scintillante.”
Lupita Nyong’o interpreta Elena di Troia e Clitennestra
Nel film trova spazio anche Lupita Nyong’o, chiamata a un doppio ruolo: quello di Elena di Troia e di sua sorella Clitennestra, due figure mitologiche centrali nell’immaginario legato alla guerra di Troia e alle sue conseguenze.
Premiata con l’Oscar per 12 Years a Slave, Nyong’o ha costruito una carriera che attraversa grandi franchise come Black Panther (2018) e la trilogia sequel di Star Wars, affiancati da lavori più autoriali come Us (2019) e progetti recenti tra cui A Quiet Place: Day One (2024) e The Wild Robot (2024), oltre a numerose esperienze nel doppiaggio, da Big Mouth a Human Resources.
Elena, nella tradizione omerica, è la donna la cui bellezza scatena la guerra di Troia, mentre Clitennestra è la moglie di Agamennone, figura segnata da un destino tragico e da un matrimonio infelice.
Parlando del progetto con Elle UK, l’attrice ha ammesso di essersi avvicinata al materiale originale quasi da zero: “Non avevo praticamente idea di cosa fosse l’Odissea. Così mi sono messa subito a recuperarla. In realtà ho ascoltato l’Odissea e l’Iliade in formato audiolibro, narrate da Audra McDonald. È il miglior audiolibro che abbia mai ascoltato.”
Zendaya è Atena
Nel ruolo di Atena, dea della saggezza e della guerra strategica, c’è Zendaya, chiamata a incarnare anche la funzione di guida e protettrice di Ulisse lungo il suo viaggio verso Itaca.
Per l’attrice si tratta di un’ulteriore tappa in una carriera costruita con una rapidissima evoluzione: nata televisivamente con serie Disney come Shake It Up e Good Luck Charlie, ha poi cambiato completamente registro con Euphoria, dove il ruolo di Rue le è valso due Emmy Awards e un Golden Globe.
Negli ultimi anni si è imposta stabilmente come una delle interpreti più richieste di Hollywood, passando da grandi franchise come Dune e Spider-Man del Marvel Cinematic Universe a progetti più autoriali come Challengers (2024) e The Drama.
Parlando del personaggio con Elle, Zendaya ha sottolineato quanto la figura di Atena le sembri sorprendentemente vicina: “Per tutta la vita mi hanno detto che sono un’anima antica. Per molti versi mi sembra che questo ruolo sia perfetto per me.”
Charlize Theron è Calipso
A incarnare Calipso, la ninfa che tenta di trattenere Ulisse sull’isola di Ogigia offrendogli l’immortalità in cambio del suo amore, è Charlize Theron.
La sua carriera è iniziata sul grande schermo nella seconda metà degli anni Novanta con titoli come L’avvocato del diavolo (1997), Mighty Joe Young (1998) e Le regole della casa del sidro (1999), prima della consacrazione arrivata con Monster (2003), interpretazione che le è valsa l’Oscar come miglior attrice. Negli anni successivi ha alternato cinema d’autore e blockbuster, recitando in film come Prometheus (2012), Mad Max: Fury Road (2015), Atomic Blonde (2017) e Long Shot (2019).
Sul suo coinvolgimento in Odissea, Theron ha raccontato con ironia che si è trattato di un’esperienza breve ma intensa: “Sono rimasta sul set giusto il tempo di quattro respiri. È stato tutto velocissimo, ma quei quattro respiri sono stati meravigliosi.”
Benny Safdie è Agamennone
Nel ruolo di Agamennone, re di Micene e comandante dell’esercito greco nella guerra di Troia, c’è Benny Safdie. Figura centrale dell’epica omerica, Agamennone è anche il marito di Clitennestra e uno dei nodi più complessi dell’intera vicenda.
Safdie arriva a questo ruolo dopo un percorso atipico. Insieme al fratello Josh si è affermato nel cinema indipendente, firmando opere come Daddy Longlegs (2009), Heaven Knows What (2014), Good Time e Uncut Gems (2019), diventate cult per il loro stile nervoso e immersivo.
Dopo la fine della collaborazione artistica con il fratello, ha intrapreso anche la carriera da attore, comparendo in progetti come Licorice Pizza (2021), The Curse (2023) e Happy Gilmore 2 (2025), oltre a dirigere The Smashing Machine (2025).
Non è la prima volta che lavora con Christopher Nolan: dopo il ruolo di Edward Teller in Oppenheimer, torna nel nuovo progetto Odissea. Quel precedente ha segnato il suo primo contatto diretto con il metodo del regista, come ha raccontato a Time: “Mi chiese: ‘Come va il tuo fisico?’. Pensavo si riferisse allo stress del montaggio, invece voleva sapere se ero abbastanza allenato. Mi disse che avrei dovuto essere in forma migliore.”
Jon Bernthal è Menelao
Tra le figure regali del film c’è anche Jon Bernthal, che interpreta Menelao, re di Sparta e marito di Elena, oltre che fratello di Agamennone. Un personaggio chiave nello scoppio e nelle conseguenze della guerra di Troia.
Bernthal è diventato noto al grande pubblico grazie a The Walking Dead, dove ha interpretato Shane Walsh, per poi imporsi definitivamente come Frank Castle, alias il Punitore, nelle serie Daredevil e The Punisher.
Nel cinema ha lavorato con alcuni dei nomi più importanti della regia contemporanea, da Martin Scorsese (The Wolf of Wall Street) a Denis Villeneuve (Sicario), passando per Lena Dunham (Sharp Stick), costruendo parallelamente una solida esperienza anche in teatro.
Per Bernthal si tratta della prima collaborazione con Nolan. In un’intervista a Esquire ha descritto il regista come una presenza totale sul set: “Non c’è nessuno che lavori quanto lui. La sua determinazione è quasi sovrumana. È il leader perfetto: lo seguiresti ovunque.”
John Leguizamo è Eumeo
Nel ruolo di Eumeo, il fedele porcaro e servitore di Ulisse, c’è John Leguizamo, volto estremamente versatile e riconoscibile del cinema e della televisione americana.
Molti lo conoscono per aver dato la voce a Sid nella saga de L’era glaciale, ma la sua carriera va ben oltre il doppiaggio: oltre cento film e una lunga attività tra cinema, teatro e televisione lo hanno reso una presenza costante dello spettacolo contemporaneo. Tra i suoi lavori più noti figurano Carlito’s Way (1993), Romeo + Giulietta (1996), Summer of Sam (1999), Moulin Rouge! (2001) e John Wick (2014).
Parallelamente alla recitazione, Leguizamo ha sviluppato una forte identità come autore e performer teatrale, con spettacoli come Freak, che gli è valso due nomination ai Tony Award e uno Special Tony Award nel 2018.
Parlando dell’esperienza con Nolan a People, ha riassunto così il suo impatto sul set: “È stato come lavorare con un visionario. Immagino che sia ciò che si provava con Stanley Kubrick. È una persona che crea mondi e pensa in modo completamente diverso.”
Samantha Morton è Circe
Nel ruolo di Circe, la potente maga della mitologia greca che incrocia il cammino di Ulisse, c’è Samantha Morton. Una figura misteriosa e ambivalente, perfetta per un’attrice che ha costruito gran parte della propria carriera nel cinema indipendente, pur partecipando anche a produzioni di grande scala come Minority Report (2002) e Animali fantastici e dove trovarli (2016).
Nel corso degli anni Morton si è affermata soprattutto nei drammi in costume e nelle interpretazioni intense, ottenendo candidature a Oscar, Golden Globe ed Emmy e vincendo un Golden Globe per Longford.
Parlando del progetto con The Times, l’attrice ha sottolineato quanto il metodo di lavoro di Nolan sia stato per lei significativo: “Tutti i grandi autori hanno qualcosa di straordinario. Dopo aver lavorato con registi meno validi, impari ad apprezzare davvero quelli eccezionali. E Nolan è sicuramente uno di loro.”
Mia Goth è Melantho
Tra i personaggi più ambigui del film c’è Melantho, una delle ancelle di Penelope che finisce per tradirne la fiducia, interpretata da Mia Goth.
L’attrice inglese si è imposta come uno dei volti più riconoscibili del cinema d’autore contemporaneo dopo il debutto in Nymphomaniac (2013) di Lars von Trier. Da allora ha costruito una carriera tra sperimentazione e horror autoriale, lavorando con registi come Ti West nella trilogia X, Claire Denis (High Life), Luca Guadagnino (Suspiria), Brandon Cronenberg (Infinity Pool) e Guillermo del Toro (Frankenstein).
In un’intervista a The Hollywood Reporter, Goth ha definito l’esperienza sul set di Odissea una delle più importanti della sua carriera: “Sono una grande ammiratrice di Nolan da anni. Osservarlo mentre dirige è stato incredibile. Ho imparato tantissimo e la fiducia che ripone nei suoi attori è davvero illuminante.”
Himesh Patel è Euriloco
Nel ruolo di Euriloco, cognato e secondo in comando di Ulisse, c’è Himesh Patel, attore britannico dalla carriera in rapida evoluzione.
Dopo il debutto nella soap EastEnders, Patel si è fatto notare in serie come Damned e soprattutto Station Eleven, che gli è valsa una candidatura agli Emmy. Al cinema ha debuttato con Yesterday (2019) di Danny Boyle, per poi comparire in titoli come Don’t Look Up (2021), Enola Holmes 2 (2022), The Assessment (2024) e nel prossimo Enola Holmes 3.
Non è la prima volta che lavora con Nolan: aveva già partecipato a Tenet. Proprio quell’esperienza ha consolidato il rapporto con il regista, che tende a mantenere collaborazioni ricorrenti con il suo cast. “Ha una mentalità molto familiare con i collaboratori. Ci siamo trovati benissimo durante Tenet e penso che questo abbia contribuito al fatto che mi abbia richiamato.”
Travis Scott interpreta un bardo
Tra le presenze più inattese del cast c’è quella di Travis Scott, che nel film interpreterà un bardo. Secondo Nolan, la scelta del rapper non è casuale: l’obiettivo era richiamare l’origine orale dell’Odissea, mettendola in dialogo con una forma moderna di narrazione come il rap. “L’ho scelto perché volevo evocare l’idea di una storia tramandata oralmente. In questo senso il rap rappresenta un parallelo perfetto.”
Scott, che non ha ancora rilasciato dichiarazioni dirette sul film, ha spiegato a Rolling Stone il suo approccio creativo, aperto a discipline diverse: “Mi incuriosiscono tutte le discipline creative. Magari non eccello in tutte, ma è proprio per questo che credo molto nel lavoro di squadra.”
Nel frattempo la sua carriera musicale lo ha portato a cinque numeri uno nella Billboard Hot 100 e oltre cento brani in classifica, oltre a numerosi riconoscimenti tra Grammy, Billboard Music Awards, MTV Video Music Awards, BET Hip Hop Awards e Latin Grammy. È stato anche al centro dell’attenzione mediatica per la lunga relazione con Kylie Jenner, da cui ha avuto due figli.
Elliot Page è Sinon
A chiudere il gruppo dei personaggi principali c’è Elliot Page, che torna a collaborare con Christopher Nolan a più di quindici anni da Inception, nel ruolo di Sinon, cugino di Ulisse e soldato greco sopravvissuto alla guerra di Troia.
La sua carriera è iniziata in giovane età e lo ha portato rapidamente alla candidatura all’Oscar per Juno (2007), rendendolo uno dei più giovani interpreti mai nominati nella categoria. Ha poi recitato in film come Hard Candy (2005), Whip It (2009), Flatliners (2017) e nella saga degli X-Men.
Dopo il coming out come uomo transgender nel 2020, Page ha progressivamente ridotto la presenza nelle grandi produzioni, concentrandosi su progetti televisivi come The Umbrella Academy e Tales of the City, oltre a lavori indipendenti come Close to You (2023).
Odissea segna quindi un ritorno significativo al cinema ad alto budget e il primo ruolo di rilievo sul grande schermo dopo la transizione. Durante un panel al New York Comic-Con, l’attore ha raccontato il valore personale di questo ritorno: “Tornare a lavorare con Chris oggi, sentendomi finalmente a mio agio con me stesso, ha un significato speciale. Poter condividere di nuovo un’esperienza con lui è stato davvero importante per me.”






