love letters film

Love Letters di  Alice Douard  a luglio al cinema con Wanted

Dal 2 luglio al cinema Love Letters, una storia tenera e autentica sulla maternità, l’identità e il riconoscimento familiare.

Dal 2 luglio arriva nelle sale italiane con Wanted: LOVE LETTERS, il primo lungometraggio della regista francese Alice Douard, vincitrice del César 2024 per il miglior cortometraggio con L’Attente. Interpretato da Ella Rumpf (Raw, Il teorema di Margherita), Monia Chokri e Noémie Lvovsky, il film racconta con sensibilità, ironia e autenticità la storia di una donna che si prepara a diventare madre in una famiglia che la società e la legge faticano ancora a riconoscere.

Céline aspetta la nascita della sua prima figlia. Non è lei però a essere incinta: tra tre mesi sarà sua moglie Nadia a dare alla luce la bambina. Con l’avvicinarsi del parto, Céline si confronta con le aspettative degli altri, il giudizio della società e un sistema legale che non riconosce automaticamente il suo ruolo di madre. Tra amici, familiari e incontri inattesi, si mette alla ricerca della propria legittimità e del posto che le spetta nella famiglia che sta per nascere.

Partendo da una vicenda ispirata alla propria esperienza personale, Alice Douard costruisce un racconto universale che riflette sul significato della genitorialità, dell’appartenenza e dei legami affettivi. Con uno sguardo delicato ma mai rinunciatario, la regista affronta il tema della maternità nelle coppie omogenitoriali, lontano dai cliché e dai conflitti spesso associati alle rappresentazioni LGBTQ+, scegliendo invece la commedia sentimentale, la tenerezza e la quotidianità.

poster Love Letters

“Volevo creare un’immagine che mancava”, racconta Alice Douard. “Non esistevano modelli a cui fare riferimento. Ho sentito il bisogno di raccontare in modo intimo ciò che il nostro modo di costruire una famiglia metteva in discussione, esplorandone al tempo stesso l’unicità e la normalità. È un tentativo di riconciliazione in uno spazio che per troppo tempo è stato attraversato dalla violenza”.

Al centro del film c’è l’interpretazione di Ella Rumpf, attrice che la regista aveva in mente fin dalle prime fasi della scrittura, affiancata da Monia Chokri nel ruolo di Nadia e da Noémie Lvovsky in quello di Marguerite, la madre di Céline. Un cast che dà vita a personaggi complessi e profondamente umani, sospesi tra desiderio di libertà, responsabilità e bisogno di riconoscimento.


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