Agli Oscar 2026 è possibile una storica tripletta per le attrici nere come miglior attrice non protagonista.
Una volta può essere considerata un caso. Due volte può essere spiegata. Tre volte comincia a sembrare una tendenza. La corsa all’Oscar come migliore attrice non protagonista sta per raggiungere un punto di svolta, Teyana Taylor e Wunmi Mosaku entrambe in lizza, gli Academy Awards, come riportato da Variety, potrebbero infatti segnare un primato storico: tre donne nere vincitrici consecutive nella stessa categoria. Se la Taylor trionfasse per One Battle After Another o Mosaku per Sinners, si realizzerebbe per la prima volta in 98 anni di Oscar. Prima di loro, Da’Vine Joy Randolph aveva vinto per The Holdovers e l’afro-latina Zoe Saldaña per Emilia Pérez.
Il peso storico sarebbe enorme: nessuna attrice nera ha mai vinto tre anni consecutivi in una stessa categoria in Oscar, Emmy o Tony. Attualmente, a Broadway, Kara Young ha conquistato due Tony consecutivi, aprendo la possibilità che una “tripletta” possa ripetersi anche nei premi teatrali, con candidate come Samira Wiley, Anika Noni Rose e Kristolyn Lloyd.
Le attrici nere nel mondo dello spettacolo hanno storicamente avuto pochi riconoscimenti. Dalla prima cerimonia del 1929, sono state assegnate più di 3.100 statuette: solo 20 a donne nere, circa lo 0,6%. Per fare un paragone, Meryl Streep ha ricevuto 21 nomination, più del doppio delle vittorie totali delle attrici nere. Questo evidenzia quanto spesso il settore abbia trascurato il talento nero, soprattutto nelle categorie di recitazione, fondamentali per la carriera e la memoria culturale.
Una tripletta come attrice non protagonista non cancellerebbe lo squilibrio storico, ma segnerebbe un riconoscimento duraturo piuttosto che un “momento isolato”.
Dal 1939, quando Hattie McDaniel vinse per Via col vento, a Whoopi Goldberg (Ghost, 1990) e Halle Berry (Monster’s Ball, 2001), le vincitrici nere sono state pochissime. La categoria non protagonista si è distinta: delle 20 donne nere vincitrici, 10 lo hanno fatto proprio qui, dimostrando un lento, ma significativo, progresso.
Teyana Taylor, di New York, ha conquistato il pubblico con Mille e una (2023) e il ruolo in One Battle After Another, vincendo 10 premi precursori, tra cui il Golden Globe. Alle sue spalle, a un solo punto, c’è Wunmi Mosaku, l’attore nigeriano-britannico protagonista di Sinners, acclamato come evento culturale della stagione dei premi. Con BAFTA e Actor Awards ancora da assegnare, e le votazioni finali dal 26 febbraio, la sfida resta serrata con Amy Madigan, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas.
Sinners guida la 98ª edizione degli Oscar con 16 nomination, e 10 artisti neri premiati, eguagliando un record storico. Il film sta anche segnando traguardi dietro le quinte: Zinzi Coogler, produttrice filippina, e Autumn Durald Arkapaw, direttrice della fotografia nera e filippina, sono prime nella storia nelle rispettive categorie. La scenografa Hannah Beachler e la costumista Ruth E. Carter, rispettivamente con candidature e vittorie multiple, consolidano l’influenza delle donne nere nell’industria.
Anche i Golden Globe mostrano un cambiamento: le ultime cinque vincitrici come attrici non protagoniste sono tutte donne di colore, tra cui Taylor, Randolph, Saldaña, Bassett e DeBose. La potenziale tripletta degli Oscar non è solo una curiosità statistica: lo 0,6% di presenze storiche rende ogni vittoria un segnale potente. Se Taylor o Mosaku vinceranno il 15 marzo, l’Academy non offrirà un semplice momento, ma un riconoscimento concreto del talento nero.
Le votazioni finali si terranno dal 26 febbraio al 5 marzo. La 98ª edizione degli Oscar sarà il 15 marzo, trasmessa su ABC con Conan O’Brien alla conduzione.






