Cannes 79 Peter Jackson - Credit ph Martina Dal Piano per Think Movies

Peter Jackson e l’IA nel cinema: Gollum, premi e futuro di Hollywood

Peter Jackson parla di IA nel cinema, tutela degli attori e Gollum, tra premi, motion capture e il futuro de Il Signore degli Anelli.

Peter Jackson ha dichiarato di non avere alcuna opposizione all’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema, pur sollevando alcune precisazioni sul modo in cui viene discussa e applicata nell’industria. Intervenendo a una masterclass del Festival di Cannes, dove ha ricevuto la Palma d’Oro Onoraria, come riportato da Variety, il regista ha chiarito la propria posizione: il problema non è lo strumento in sé, ma il suo utilizzo improprio.

Jackson ha spiegato che, dal suo punto di vista, l’IA non rappresenta una rivoluzione negativa per il linguaggio cinematografico: “per me è solo un effetto speciale. Non è diverso dagli altri effetti speciali”. Ha però aggiunto una provocazione personale, affermando che l’intelligenza artificiale “distruggerà il mondo”, pur ribadendo che nel contesto del cinema non la considera un problema.

Un punto centrale del suo intervento riguarda la tutela dei diritti degli attori. Jackson ha sottolineato che è “assolutamente fondamentale” evitare che l’immagine di una persona venga replicata o usata senza consenso: “Se si crea una copia in IA di qualcuno, come Indiana Jones o chiunque altro, finché si ottengono i diritti dalla persona in questione, non vedo il problema. Il problema sorge quando l’immagine delle persone viene rubata e usurpata”.

Secondo il regista, il dibattito attuale sull’IA a Hollywood sta però avendo un effetto collaterale inatteso: penalizzare il riconoscimento delle performance in motion capture. In questo contesto ha citato il lavoro di Andy Serkis nei panni di Gollum nella saga de Il Signore degli Anelli, sostenendo che “tutti sono così preoccupati per l’intelligenza artificiale…non credo che un personaggio tipo Gollum o un personaggio generato al computer abbia alcuna speranza di vincere premi”. Ha definito questa situazione “un po’ ingiusta”, ricordando che si tratta di performance “umane al 100%”.

Jackson ha anche parlato del futuro progetto The Hunt for Gollum, che vedrà proprio Serkis coinvolto alla regia e come interprete. Alla domanda sul motivo della sua scelta, ha spiegato: “Andy conosce questo personaggio meglio di chiunque altro”, aggiungendo di aver ritenuto che la versione più interessante del film fosse quella guidata da lui.

Infine, nel suo discorso al festival, ha ricordato anche l’impatto storico della trilogia: inizialmente considerata una “scommessa enorme” e vista con scetticismo dai media, la produzione cambiò percezione proprio a Cannes nel 2001, quando la proiezione di un montaggio de La Compagnia dell’Anello fu accolta con entusiasmo. In quell’occasione, ha concluso Jackson, “cambiò la percezione del film”. Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello.


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