Hugh Jackman irriconoscibile in Robin Hood – Il prezzo del sangue: ecco come è nato il look del guerriero anziano e segnato dal tempo.
Hugh Jackman ha raccontato come è nata la sorprendente trasformazione fisica che lo rende quasi irriconoscibile in Robin Hood – Il prezzo del sangue, il nuovo film diretto da Michael Sarnoski. L’obiettivo, fin dall’inizio, era chiaro: allontanarsi dall’immagine tradizionale del celebre Principe dei Ladri e creare un personaggio visivamente inedito, segnato dal tempo e dalle esperienze vissute.
L’attore, oggi cinquantasettenne, interpreta infatti un Robin Hood giunto all’ultima fase della sua esistenza. Sullo schermo appare molto più anziano della sua età reale, con lunghi capelli grigio-bianchi, una folta barba e un volto segnato da rughe che ne accentuano il carattere vissuto. Jackman ha spiegato che l’idea del look è nata quasi per caso durante una pausa sul set di Song Sung Blue, insieme ai suoi collaboratori storici: l’hairstylist Sean Flanigan e la truccatrice Pamela Westmore.
Mentre si trovavano nel camerino del trucco, i tre hanno iniziato a confrontarsi e a sperimentare diverse soluzioni. A un certo punto Flanigan, come riportato da Entertainment Weekly, ha mostrato la foto di un uomo con i capelli grigi raccolti all’indietro e da quell’immagine ha preso forma il concept definitivo. Jackman ricorda di aver pensato che fosse necessario creare qualcosa che lo rendesse completamente diverso da qualsiasi altra interpretazione precedente e che, allo stesso tempo, sovvertisse l’immaginario classico legato a Robin Hood. Quando hanno visto il risultato, hanno capito subito di essere sulla strada giusta.
Anche il regista Michael Sarnoski è rimasto immediatamente colpito dal lavoro del team. Secondo lui, il primo tentativo era già quello giusto. Ciò che lo ha convinto maggiormente è stata la versatilità del look, pensato per accompagnare l’evoluzione del personaggio nel corso della storia. All’inizio del film Robin vive come un eremita, quasi una creatura selvaggia nascosta in una caverna; successivamente torna a combattere e, più avanti, assume un aspetto più ordinato ed elegante. L’acconciatura e il trucco permettono questa trasformazione senza modifiche drastiche, comunicando sfumature diverse del personaggio nei vari momenti del racconto.
Per quanto riguarda la preparazione fisica, Jackman ha scelto di differenziare Robin Hood da altri ruoli iconici della sua carriera, in particolare da Wolverine. Pur mantenendosi in ottima forma, voleva un fisico meno massiccio e più asciutto. L’idea era quella di rappresentare in modo credibile un uomo che ha trascorso anni vivendo da eremita, lontano dal lusso e dalle comodità.
Il film contiene inoltre diverse sequenze d’azione particolarmente intense e brutali, che hanno richiesto un duro allenamento per il cast. Una delle scene più impegnative è stata una lunga lotta nel fango contro il personaggio interpretato da Elijah Ungvary. Jackman ha svelato quanto fossero difficili le condizioni sul set, sottolineando che il fango era reale e rendeva ogni movimento estremamente faticoso.
Sarnoski ha confermato che durante le riprese pioveva incessantemente e che gli attori si sono trovati a combattere in circa trenta centimetri di fango, finendo spesso con il volto completamente immerso nella melma. Nonostante la fatica, Jackman ha apprezzato la sfida e ha raccontato che proprio quella stanchezza autentica ha contribuito a rendere la scena più credibile.
L’attore ha rivelato che lui e Ungvary non volevano realizzare un combattimento troppo coreografato o perfetto. Durante le prove erano realmente esausti e hanno deciso di sfruttare quella sensazione per dare maggiore verità alla sequenza. Da questa scelta è nato quello che Jackman considera uno dei suoi momenti preferiti del film: un attimo in cui, poco prima di uccidere l’avversario, Robin si ferma semplicemente a riprendere fiato sdraiato sul suo corpo. Un gesto che, secondo l’attore, trasmette una strana e potente intimità, mostrando come il combattimento corpo a corpo possa creare un legame quasi paradossale tra due nemici.
Per Sarnoski, proprio questa “intimità della violenza” rappresenta uno dei temi centrali del film. Ogni scontro e ogni uccisione sono stati concepiti non solo come momenti d’azione, ma anche come occasioni per esplorare il rapporto umano che si crea tra i personaggi nei momenti più estremi.
Robin Hood – Il prezzo del sangue è arrivato nelle sale italiane il 13 agosto distribuito da I Wonder Pictures, proponendo una rilettura più cupa, fisica e profondamente umana della leggendaria figura dell’eroe di Sherwood.






