Ryan Reynolds torna a parlare del futuro di Deadpool: una nuova avventura è nei piani e potrebbe esplorare storie mai adattate.
La storia di Deadpool è tutt’altro che finita. Durante un panel al Fanatics Fest dello scorso fine settimana, infatti, Ryan Reynolds ha confermato che il Mercenario Chiacchierone tornerà sul grande schermo, anche se per il momento non ha indicato quando. L’attore ha spiegato di avere ancora molte idee da esplorare e che il prossimo film potrebbe attingere a storie dei fumetti finora rimaste fuori dagli adattamenti.
“Ci sono alcune storie davvero interessanti che, secondo me, mancano ancora nei film. E anche alcuni fumetti contengono materiale che varrebbe la pena portare sullo schermo”, ha raccontato Reynolds, citando in particolare il lavoro di Fabian Nicieza, co-creatore di Deadpool, e quello dello sceneggiatore Gerry Duggan. “Ci sono sicuramente cose che mi piacerebbe inserire. Ma ci sono anche altre idee in arrivo. Prima o poi ci sarà un altro film di Deadpool. Sarà fantastico.”
Le sue dichiarazioni, come riportato da Variety, fanno seguito a quelle rilasciate lo scorso aprile, quando aveva rivelato di aver già iniziato a scrivere una nuova sceneggiatura dopo il successo di Deadpool & Wolverine. In quell’occasione, però, aveva anche chiarito di non voler più mettere il personaggio al centro della storia.
“Ho scritto qualcosa, ma non credo che lo renderò mai più il protagonista”, aveva spiegato. “È un personaggio che dà il meglio di sé quando è inserito in un gruppo.”
Reynolds ha infine affrontato anche le continue indiscrezioni su un possibile ritorno di Deadpool in Avengers: Doomsday, senza sbilanciarsi. Già nel 2024 aveva spiegato che gli piacerebbe vedere il personaggio condividere la scena con Avengers e X-Men, ma senza entrare a far parte stabilmente di nessuna delle due squadre.
“Se diventasse un Avenger o uno X-Man, sarebbe la fine del suo percorso”, aveva detto. “Deadpool funziona quando resta un outsider. Il suo desiderio più grande è essere accettato e apprezzato, ma non può esserlo davvero. È proprio questa contraddizione, insieme al suo modo di nascondere le proprie insicurezze dietro l’umorismo, a renderlo quello che è.”






