Samantha Morton racconta un anno senza lavoro dopo The Odyssey di Nolan e denuncia le difficoltà per le attrici over 40.
A 49 anni, dopo una carriera che l’ha portata fino agli Oscar e ai grandi set hollywoodiani, Samantha Morton si ritrova a fare i conti con una realtà amara del mestiere dell’attrice: anche un nome riconosciuto e un talento premiato possono non bastare quando il sistema decide di guardare altrove.
La protagonista di film come Minority Report e In America ha raccontato nel podcast Happy Sad Confused di non aver ricevuto offerte di lavoro nell’ultimo anno, cioè da quando ha concluso le riprese di The Odyssey, il kolossal diretto da Christopher Nolan in cui interpreta la maga Circe accanto a Matt Damon. Una situazione che, secondo l’attrice britannica, è legata soprattutto all’età e ai cambiamenti profondi dell’industria cinematografica.
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“Non lavoro da un anno, da quando ho girato L’Odissea. Ho degli ottimi agenti e un manager, ma alla fine dei conti ho 49 anni”, ha spiegato Morton. “Penso di essere una brava attrice, ma ci sono altri bravi attori là fuori. Le dinamiche del settore sono cambiate radicalmente”.
La chiamata di Nolan, però, come riportato da Variety, aveva rappresentato per lei un importante segnale di fiducia. Quando il regista le ha affidato il ruolo di Circe, Morton ha svelato di aver provato una forte emozione, quasi una conferma che anni di lavoro e dedizione potevano ancora aprire nuove porte. “Se continui a impegnarti e a fare un buon lavoro, e se le persone giuste lo notano, forse puoi continuare a lavorare”, ha detto.
Una carriera iniziata nel 1991 e costruita attraverso ruoli molto diversi: dai grandi film hollywoodiani alle produzioni indipendenti più impegnative, passando per serie di successo come The Walking Dead. Morton ha ottenuto due nomination agli Oscar, per Sweet and Lowdown e In America, e nel corso degli anni è stata spesso elogiata per la capacità di trasformarsi completamente nei suoi personaggi.
Proprio la sua interpretazione di Circe in The Odyssey potrebbe rappresentare uno dei punti più alti della sua carriera. Dopo il casting, l’attrice aveva rivelato di essere rimasta senza parole quando Nolan l’aveva scelta: “Avrebbe potuto scegliere chiunque al mondo, e ha scelto me”. Un riconoscimento ancora più significativo, secondo Morton, perché per un’attrice con l’avanzare dell’età occasioni di questo tipo diventano sempre più rare.
Nel corso della stessa intervista podcast, Morton ha ricordato anche un episodio doloroso del passato: la sua esclusione da Her, il film di Spike Jonze del 2013. L’attrice aveva dato voce a Samantha, l’intelligenza artificiale di cui si innamora il personaggio interpretato da Joaquin Phoenix, registrando le battute durante le riprese. In fase di post-produzione, però, la sua interpretazione è stata sostituita da quella di Scarlett Johansson.
Morton ha spiegato di aver vissuto quel momento con delusione, pur riconoscendo il valore della collega. La sua versione del personaggio, ha raccontato, era diversa e aveva un’impronta britannica, mentre Johansson ha dato alla voce di Samantha un tono più evocativo. “Fa male essere licenziati da qualcosa”, ha ammesso, aggiungendo che avrebbe voluto avere almeno un’altra possibilità in sala di registrazione per provare una versione con accento americano. Alla fine, però, ha riconosciuto con ironia: “Scarlett Johansson! Voglio dire, dai”.
La storia di Morton racconta così una contraddizione del cinema contemporaneo: un’attrice celebrata dalla critica, scelta da uno dei registi più importanti al mondo e ancora al centro dell’attenzione per una possibile candidatura agli Oscar può comunque trovarsi davanti a un lungo periodo di silenzio professionale.






