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Spider-Man: Brand New Day, ecco come i ninja della Mano richiamano la Fenice di Jean Grey

Come la scena culminante del combattimento in Spider-Man: Brand New Day evoca segretamente la Fenice di Jean Grey.

A prima vista è soltanto uno scontro tra Spider-Man e un gruppo di ninja. Ma dietro i movimenti della Mano, nella sequenza culminante di Spider-Man: Brand New Day, c’è un’immagine molto precisa: quella della Fenice di Jean Grey.

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Durante la lavorazione del film, come riportato da Variety, il regista Destin Daniel Cretton si è concentrato anche sulla scelta degli avversari da mettere di fronte a Spider-Man nelle scene d’azione. In Brand New Day non mancano i nemici, dallo Scorpione interpretato da Michael Mando al boss criminale Tombstone di Marvin Jones, fino a Jean Grey, interpretata da Sadie Sink. Tra le idee di Cretton c’era anche quella di introdurre la Mano, il mistico clan di assassini ninja.

“Quale nemico migliore da mettergli contro se non un gruppo di ninja magici?”, chiede Cretton in una clip promozionale del film Sony/Marvel.

La Mano entra in gioco nel momento più concitato della storia, quando Jean viene catturata e rinchiusa dal Dipartimento per il Controllo dei Danni (DODC), l’agenzia che ha rapito anche sua sorella Sara, interpretata da Olivia Booth-Ford. Spider-Man corre a salvarla e cerca allo stesso tempo di impedirle di vendicarsi di William “Bill” Metzger (Tramell Tillman), direttore del dipartimento. A ostacolarlo ci sono venti ninja, tutti controllati dalla potente mutante.

È proprio questo il punto di partenza della coreografia ideata da Peng Zhang, stunt designer del film. Venti combattenti che devono muoversi come se fossero un unico organismo. Zhang voleva che la scena mantenesse una certa fisicità, nonostante la natura fantastica del film, mettendo da una parte Spider-Man con quella che definisce “tecnologia aliena” e dall’altra i ninja, impegnati in combattimenti basati sulle arti marziali tradizionali.

La difficoltà era fare in modo che quei venti corpi sembrassero guidati da una sola volontà. L’ispirazione arrivò a Zhang da uno spettacolo che aveva visto: venti ballerini interpretavano insieme un pavone, componendone le ali con i loro movimenti.

Da quell’immagine ne nacque un’altra, ancora più legata al personaggio di Jean Grey. Zhang iniziò a chiedersi se la formazione dei ninja potesse ricordare quella di un uccello e, in particolare, di una Fenice. Il combattente al centro avrebbe rappresentato la testa, mentre quelli ai lati ne avrebbero formato le ali.

“Facciamo in modo che questo combattimento assomigli a un uccello, a una fenice”, racconta Zhang.

L’idea rimase alla base della sequenza per tutta la sua durata. I ninja non dovevano limitarsi a combattere insieme: dovevano dare l’impressione di essere parte della stessa creatura, muovendosi in modo coordinato e formando continuamente quella sagoma. È un riferimento che rimane incorporato nella coreografia, senza essere esplicitato dalla scena.

Anche il combattimento vero e proprio è stato costruito cercando un equilibrio tra spettacolarità e autenticità. Zhang e Cretton volevano che la sequenza potesse funzionare tanto per gli appassionati dei videogiochi di Spider-Man e dell’animazione quanto per chi segue il cinema d’azione e le arti marziali. Per questo le tecniche dei ninja sono state mantenute reali e ogni movimento è stato studiato perché risultasse credibile.

Portare quella coreografia sullo schermo, però, è stato tutt’altro che semplice. La scena è stata girata nella prigione di Dorchester, nel Dorset, in Inghilterra, scelta proprio perché si voleva utilizzare il luogo reale. La struttura della prigione ha però reso difficile persino seguire ciò che accadeva durante le riprese: in alcuni punti, gli addetti all’allestimento si trovavano dall’altra parte della struttura, separati dai ninja da muri di cemento e sbarre. Per permettere loro di vedere l’azione sono state quindi installate delle telecamere.

Poi c’erano i cavi, indispensabili per le acrobazie ma tutt’altro che facili da gestire in uno spazio del genere. Dovevano essere fatti passare intorno alle sbarre e agli edifici e, più aumentava la distanza, maggiore diventava il ritardo nell’azionamento. Coordinare tutti i movimenti richiedeva quindi una precisione assoluta. Alla fine, soltanto questa scena ha richiesto circa dodici giorni di riprese.

A complicare ulteriormente il lavoro c’era Tom Holland, chiamato a eseguire personalmente molte delle acrobazie di Spider-Man, comprese quelle della battaglia finale, quando il personaggio combatte senza maschera. La preparazione fisica dell’attore, maturata nei tre film precedenti, ha permesso alla squadra di progettare sequenze particolarmente impegnative.

Una delle più complesse vede sette ninja inseguire Spider-Man. Holland salta verso l’alto mentre la scena viene ripresa in un’unica lunga inquadratura. L’attore è appeso a un cavo insieme ai sette ninja e, in una ripresa di questo tipo, l’errore di una sola persona può compromettere l’intera sequenza.

Holland, però, è riuscito a portarla a termine senza problemi. E così, dietro quello che sullo schermo appare come un combattimento tra Spider-Man e una schiera di ninja, rimane anche un’immagine più nascosta: venti corpi che, muovendosi all’unisono, finiscono per trasformarsi nella Fenice di Jean Grey.


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