The Mandalorian and Grogu riporta Star Wars al cinema tra entusiasmo e critiche, con reazioni molto contrastanti dalla stampa.
Le prime reazioni a The Mandalorian and Grogu sono molto divise e oscillano tra entusiasmo e forti critiche: da chi lo definisce “un’avventura emozionante” fino a giudizi opposti come “uno dei film di Star Wars più deboli” e “una noia mortale”.
Il ritorno di Star Wars sul grande schermo con The Mandalorian and Grogu ha comunque raccolto una prevalenza di commenti positivi, anche se tutt’altro che unanimi. Tra le reazioni più entusiaste, come riportato da Variety, si parla di “un’avventura emozionante”, “un film estivo perfetto” e “molto divertente”, con l’idea ricorrente di un titolo più libero e leggero rispetto alla tradizione recente del franchise.
In questa direzione va anche Erik Davis di Fandango, che descrive il film come meno legato alla mitologia e più vicino a “un’avventura divertente e bizzarra attraverso la galassia”. Davis sottolinea soprattutto il piacere di un approccio meno rigido al canone, accompagnato dalla colonna sonora di Ludwig Göransson, che richiama atmosfere tra horror e synth-pop anni ’80. “Consideratelo come un film pulp del sabato pomeriggio e vi divertirete un mondo”, ha scritto.
Più misurato Scott Mendelson di Puck News, che lo definisce “un solido drive oltre la seconda base”, riconoscendogli comunque un fascino insolito: “Bello…non l’avevo mai visto in un film di Star Wars”.
Dall’altra parte però le perplessità non mancano, e il tono cambia sensibilmente. Germain Lussier di i09 lo descrive come “un episodio più lungo e più grande della serie”, apprezzando alcune scene ma criticando una narrazione troppo concentrata su ambienti e creature a scapito dei personaggi: “Mi è piaciuto in parte, mi ha lasciato frustrato”.
Le critiche diventano ancora più nette nelle parole di Peri Nemiroff di Collider, che punta il dito soprattutto su Rotta the Hutt, interpretato da Jeremy Allen White. Secondo Nemiroff, la sfida di rendere credibile “un Hutt in carne e ossa” e ancora di più “un Hutt gladiatore” non è del tutto riuscita, anche per una scrittura troppo esplicita: “Mi è piaciuto col tempo, ma c’era un modo più avvincente per raccontarlo”.
Il giudizio più duro arriva infine da Jonathan Sim, che parla apertamente di “uno dei film di ‘Star Wars’ più deboli”, definendolo “un’esperienza priva di emozioni e prevedibile”, con combattimenti “noiosi e poco avvincenti” e una sensazione generale di prodotto “insipido e privo di colore”.
Sul piano narrativo, il film diretto da Jon Favreau prosegue le vicende della serie The Mandalorian, seguendo Din Djarin (Pedro Pascal) e Grogu in una galassia ancora instabile dopo la caduta dell’Impero, con la Nuova Repubblica impegnata a mantenere l’ordine.
The Mandalorian and Grogu arriverà nelle sale italiane il 20 maggio, e nel cast compare anche Sigourney Weaver, mentre alla regia torna Favreau, affiancato da Noah Kloor e da Dave Filoni, figura chiave dell’attuale fase creativa di Lucasfilm.
Il film arriva in un momento delicato per il franchise: Star Wars non torna al cinema dal 2019, dopo “L’Ascesa di Skywalker”, mentre negli anni successivi ha continuato a espandersi soprattutto in streaming con serie come “The Book of Boba Fett”, “Ahsoka”, “Andor” e “The Acolyte”. Nel frattempo, anche i vertici di Lucasfilm hanno vissuto cambiamenti importanti, con l’uscita di Kathleen Kennedy e una nuova fase gestionale guidata da Filoni e Lynwen Brennan.






