Timothée Chalamet e l’aneddoto shock dal set di Marty Supreme: “Un attore mi ha minacciato, non voleva vedermi arrabbiato”.
Timothée Chalamet ha raccontato un curioso e inatteso retroscena dal set di Marty Supreme, il nuovo film diretto da Josh Safdie, durante una recente intervista con Robert Downey Jr. al DGA Theater di New York. L’attore, come riportato da Variety, ha rivelato infatti di essere stato apertamente minacciato da una comparsa mentre giravano una scena particolarmente intensa.
Senza fare nomi, Chalamet ha spiegato che nella sequenza ambientata in un motel erano coinvolti molti non attori, una scelta che trova stimolante ma anche complessa. “A volte servono più riprese per ottenere davvero qualcosa da loro”, ha raccontato. Per rendere la scena più autentica, l’attore ha cercato di provocare uno dei figuranti, arrivando a mettersi “faccia a faccia” con lui. “Continuavo a dire a Josh: “Non si arrabbia, non si arrabbia””, ha spiegato.
Convinto di non aver superato il limite, Chalamet si è però dovuto ricredere. Dopo un’altra ripresa, la comparsa gli si è rivolta con parole tutt’altro che rassicuranti: “Sono appena stato in prigione per 30 anni. Non vorrai mica rompermi i coglioni. Non vorrai vedermi arrabbiato”. L’attore ha ricordato l’episodio con una risata nervosa, aggiungendo di aver subito detto al regista: “Cavolo, con chi mi hai messo di fronte, amico?”.
In Marty Supreme, Chalamet interpreta Marty Mauser, un personaggio ispirato alla figura reale di Marty Reisman, leggendario campione di ping-pong vincitore di cinque medaglie ai campionati mondiali. Il film è una commedia drammatica sportiva che racconta in chiave romanzata l’ascesa di un outsider determinato a inseguire il proprio sogno.
La performance di Chalamet è stata accolta con grande entusiasmo dalla critica: l’attore è considerato uno dei favoriti per l’Oscar, dopo aver già ottenuto riconoscimenti ai Critics’ Choice Awards e ai Golden Globe, oltre a una nomination ai SAG Awards.
Proprio durante il suo discorso di ringraziamento ai Golden Globe, Chalamet ha voluto ricordare un insegnamento ricevuto dal padre: “Mi ha instillato uno spirito di gratitudine fin da bambino: “Sii sempre grato per quello che hai””. Un atteggiamento che, ha spiegato, gli ha permesso anche in passato di accettare le sconfitte con serenità. “Ma mentirei se dicessi che quei momenti non hanno reso questo traguardo ancora più dolce”.






