Robert Pattinson a Venezia 83, foto Martina Dal Piano per Think Movies

Venezia 83: Robert Pattinson spera che Chris Hansen cambi idea su Primetime

Robert Pattinson parla di Primetime, del ruolo di Chris Hansen e delle critiche del vero conduttore al film presentato a Venezia.

Robert Pattinson sa che Chris Hansen non è ancora convinto di Primetime, ma spera che il film possa fargli cambiare idea. Il thriller diretto da Lance Oppenheim, presentato in anteprima all’83esima Mostra del Cinema di Venezia, racconta la storia del giornalista televisivo diventato celebre con To Catch a Predator.

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Il vero Hansen, però, per ora resta piuttosto scettico. Ha spiegato di non aver visto il film perché non ha voluto firmare l’accordo di riservatezza richiesto dalla casa di produzione, A24. Guardando il trailer, ha definito l’interpretazione di Pattinson “eccessivamente drammatica” e ha anche messo in discussione la scelta di Hollywood di trasformare in un film la vicenda legata alla popolare serie di Dateline NBC. La sua famiglia, tuttavia, sembra avere un’opinione diversa: secondo Hansen, ritiene che Pattinson gli somigli e che la sua interpretazione sia piuttosto fedele.

Pattinson ha affrontato la questione durante la conferenza stampa del film a Venezia.Ovviamente, spero che il film gli piaccia”, ha detto. Per l’attore, Hansen è una figura particolarmente difficile da interpretare proprio per il modo in cui riusciva a catturare l’attenzione del pubblico. “C’è qualcosa di elettrizzante in lui”, ha spiegato, aggiungendo di sperare che l’ispirazione che il personaggio di Hansen ha dato a molte persone nel corso degli anni possa essere vista anche come un complimento.

Primetime è ambientato a metà degli anni 2000, quando Hansen conduceva To Catch a Predator su Dateline NBC. Il film racconta il modo in cui la caccia ai sospetti pedofili veniva trasformata in uno spettacolo televisivo di prima serata e mette al centro le tensioni tra giornalismo, forze dell’ordine e intrattenimento. La storia prende liberamente spunto dall’articolo di Esquire del 2007 intitolato Tonight on Dateline This Man Will Die. To Catch a Predator si concluse definitivamente nel 2008, dopo le numerose polemiche legate ai suoi metodi di confronto con i sospettati.

Per Pattinson, però, l’interesse nei confronti di Hansen non nasce soltanto dal tema affrontato dal programma. L’attore ha rivelato di aver seguito la serie quando era più giovane e di essere rimasto colpito dalla presenza del conduttore. “C’è una strana alchimia” ha affermato. Secondo lui, inoltre, è anche grazie a Hansen se la serie continua a essere ricordata a distanza di circa vent’anni. “C’era qualcosa di rivoluzionario nella serie, ma poi c’è lui che la mette al centro”, *ha spiegato. E anche dopo aver visto migliaia di ore di materiale, ha aggiunto, resta difficile definire esattamente cosa rendesse Hansen così particolare.

Alla conferenza stampa erano presenti anche Oppenheim e le co-protagoniste Skyler Gisondo, Merritt Wever e Phoebe Bridgers. Per Pattinson, la partecipazione di Bridgers, che con Primetime debutta come attrice nel ruolo di un’esca, è stata una sorpresa particolarmente piacevole. “Quando me l’ha proposta, ho pensato: Phoebe Bridgers? Perché non prendiamo direttamente la regina?”, ha raccontato, sottolineando quanto fosse naturale sul set e quanto fosse riuscita a trovare subito il tono del film, nonostante la difficoltà del materiale.

Bridgers ha invece ammesso di aver trovato l’esperienza intimidatoria e, quando Oppenheim le ha proposto il ruolo, la sua prima reazione è stata: “Assolutamente no!”. Poi, però, lavorare con persone che stimava ha reso tutto più semplice, e pensava che sarebbe stata sopraffatta dall’ambiente, mentre alla fine ha trovato le riprese divertenti e leggere.

Oppenheim, 30 anni, arriva al suo primo lungometraggio narrativo dopo aver realizzato documentari come Some Kind of Heaven e Spermworld e la serie HBO Ren Faire. Ha definito Primetime una “docu-fantasia”, una sorta di incontro tra il suo lavoro precedente e la narrazione di finzione.

Il regista ha raccontato di aver conosciuto To Catch a Predator inizialmente attraverso le parodie di South Park e del sito comico eBaum’s World, e non guardando direttamente il programma. Quando poi lo vide davvero, rimase colpito dalla teatralità di Hansen e dal modo in cui il conduttore trasformava situazioni estremamente oscure in televisione d’intrattenimento. E proprio questa trasformazione, secondo Oppenheim, è uno degli aspetti che lo hanno maggiormente affascinato.

Pattinson, intanto, il lavoro continua senza grandi pause. L’attore arriva a Venezia dopo un periodo particolarmente intenso, segnato da The Drama, dal blockbuster estivo di Christopher Nolan Odissea e dal prossimo Dune: Parte III di Denis Villeneuve. In questo momento è impegnato a Londra nelle riprese di The Batman: Parte II, da cui si è spostato per raggiungere Venezia.

Pattinson non sembra però vivere questo ritmo come un problema. “Quando si prende slancio, stranamente non è poi così difficile”, ha spiegato. Ha anche scherzato sul fatto che la nascita del figlio abbia cambiato il suo modo di vivere il tempo libero: non avendo molta voglia di uscire la sera, si è ritrovato improvvisamente con più tempo a disposizione.

Dopo tanti progetti affrontati uno dopo l’altro, l’attore ha però notato un effetto curioso: alcuni dei suoi personaggi hanno iniziato a sembrargli simili tra loro. E, a quanto pare, anche il suo ruolo in Primetime non è rimasto completamente separato dagli altri. “Quando guardo L’Odissea, sento decisamente un po’ di Chris Hansen”, ha detto ridendo. “È successo a poche ore di distanza!”


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