Anne Hathaway smentisce le polemiche su Il diavolo veste Prada 2: nessuna modella licenziata, più inclusività sul set.
Anne Hathaway interviene per fare chiarezza su una delle notizie più discusse legate alla produzione de Il diavolo veste Prada 2, in arrivo nelle sale italiane dal 29 aprile, in cui torna a vestire i panni di Andy Sachs.
Negli ultimi giorni, infatti, come riportato da Variety, si è diffusa l’idea che l’attrice si fosse battuta per un maggiore inclusività delle taglie arrivando a far licenziare alcune modelle sul set. Una ricostruzione che Hathaway ha deciso di smentire apertamente.
Tutto nasce da un’intervista rilasciata da Meryl Streep a Harper’s Bazaar, in cui l’attrice raccontava come Hathaway avesse suggerito alla produzione di ampliare la rappresentazione dei corpi durante una scena. Da lì, la vicenda è stata però ingigantita sui social.
“È stato solo un piccolo episodio accaduto sul set e ora è diventato una storia molto più grande”, ha spiegato Hathaway a Good Morning America, sottolineando come la situazione sia stata travisata.
L’attrice ha poi chiarito in modo netto: “Vorrei precisare che sta circolando un po’ di disinformazione, secondo cui alcune persone sarebbero state licenziate a causa dell’inclusività delle taglie, ma questo non è assolutamente vero. Nessuno ha perso il lavoro, anzi, ne sono stati creati di più…”
Hathaway ha anche accennato alla scena in questione, senza entrare nei dettagli: “È difficile perché non posso dire di cosa parli la scena, ma c’è una canzone che ha scritto Lady Gaga ed è una canzone bellissima e straordinaria. Non è forse meglio vedere così tanti tipi diversi di corpi sul palco con quella canzone?”
In una precedente intervista, durante la première newyorkese del film, l’attrice era tornata sull’episodio spiegando cosa l’avesse spinta a intervenire: “Avevo notato che sul set c’erano delle bellissime modelle, molte delle quali con una corporatura più tradizionale da modella. Conoscevo il contesto della scena e ho pensato che sarebbe stata molto più piacevole per il pubblico se avessimo mostrato una gamma più ampia di corpi, perché tutte le forme sono belle.”
Da qui il confronto diretto con la produzione: “Sono andata dai produttori e ho posto loro questa domanda: ‘Non pensate che la scena sarebbe più efficace se adottassimo un approccio più inclusivo alle taglie?’”
La risposta, racconta Hathaway, è stata immediata: “Loro mi hanno guardato e si sono rammaricati di non averci pensato. Credo che fossero troppo concentrati sulla routine, si limitassero a seguire la corrente. Ma non appena l’hanno capito, sono stati loro a realizzarlo in circa un’ora.”
Infine, l’attrice ha ribadito ancora una volta il punto centrale della questione: promuovere una rappresentazione più inclusiva non ha significato escludere nessuno, ma semplicemente ampliare lo sguardo. “Nessuno ha perso il lavoro”, ha concluso, chiarendo definitivamente la polemica.






