Euphoria 3 Colman Domingo

Colman Domingo parla del finale di Euphoria 3 e del percorso di Ali

Euphoria 3: Colman Domingo racconta il percorso di Ali tra Rue, vendetta e il suo “momento cristologico” nel finale della serie.

Nel finale della terza stagione di Euphoria — che sembra anche chiudere definitivamente la serie — tutto converge su Ali, interpretato da Colman Domingo. Personaggio apparso solo in una parte degli episodi ma diventato una presenza morale costante, Ali è lo sponsor di Rue (Zendaya) e una figura guida nel suo percorso di dipendenza e ricadute.

L’episodio segue Rue nel suo ultimo, caotico viaggio: la fuga dal ranch di Laurie prima del blitz della DEA, il ritorno da Ali e poi la nuova caduta in un’overdose di Percocet. Il sogno di una possibile redenzione si spezza quando emerge la verità: Rue è morta. Ali, svegliandosi accanto al suo corpo, reagisce con una calma dolorosa e quasi sospesa, come se il lutto fosse già stato interiorizzato. Trova le pillole, scopre il fentanyl e chiama la madre della ragazza.

Da quel momento, Ali cambia traiettoria. Durante un incontro degli Alcolisti Anonimi annuncia di voler lasciare il programma: non crede più nella sola empatia come strumento di salvezza, perché ora vede anche il sistema che alimenta il dolore. È qui che nasce la sua deriva: un bisogno di “fare giustizia” che prende la forma della vendetta.

Ali si allontana così dalla sua identità di guida spirituale e si prepara all’azione, fino a tagliare la canna del fucile e indossare di nuovo la divisa militare del passato. Non è più un uomo che cura, ma qualcuno che si prepara a colpire.

Il suo viaggio lo porta allo strip club controllato da Alamo, dove lo scontro esplode rapidamente. Dopo un confronto teso con G e la rivelazione del luogo dove si nasconde il sistema che ha distrutto Rue, Ali uccide Alamo in un duello quasi western. La scena diventa simbolica: un regolamento di conti arcaico, morale e violento insieme, dove il confine tra giustizia e vendetta si dissolve. Ali esce vivo, ma profondamente svuotato.

Successivamente si reca in Texas, alla casa della famiglia di Rue. Qui, sotto falsa identità, comunica la morte della ragazza e si siede a tavola con loro, immaginando Rue accanto a sé. Il finale si chiude su un’immagine sospesa: una casa tranquilla, una bandiera americana che sventola e una voce fuori campo che affida tutto a una preghiera.

Colman Domingo, in un’intervista a Variety, ha descritto questo finale come coerente con il percorso del personaggio: una parabola che unisce spiritualità, dolore e perdita di fede nelle istituzioni, anche religiose. Per l’attore, Ali incarna una figura “biblica”, sospesa tra Antico Testamento e western americano, tra giustizia divina e umana.

Particolarmente significativo, secondo Domingo, è il momento in cui Ali scopre il corpo di Rue: un passaggio silenzioso, privo di esplosioni emotive, che culmina in una posa interpretata come un’immagine quasi cristologica, “un uomo sulla croce”, simbolo di sacrificio e resa.

Il percorso di Ali si chiude quindi in una dimensione ambigua: non c’è vera redenzione né semplice condanna. Rimane un uomo spezzato, che ha perso la fede cieca ma continua a cercare un senso, vagando tra colpa, amore e bisogno di giustizia.


Pubblicato

in

da

Tag: