Gianni Amelio premiato ai David di Donatello 2026 con il Premio alla Carriera durante la 71ª edizione in diretta su Rai 1 da Cinecittà.
Il regista e sceneggiatore Gianni Amelio riceverà il Premio alla Carriera nel corso della 71ª edizione dei Premi David di Donatello. Il riconoscimento sarà consegnato mercoledì 6 maggio durante la cerimonia in diretta in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà, e trasmessa anche in 4K su Rai4K (canale 210 di Tivùsat). La serata sarà condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti e andrà in onda anche su Rai Radio2, oltre a essere disponibile su RaiPlay.
“L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di assegnare il David di Donatello alla Carriera a Gianni Amelio”, ha dichiarato Piera Detassis, sottolineando come il regista incarni una visione del cinema profondamente umanistica e insieme radicata nella materia cinematografica. Nei suoi film, ha aggiunto, emergono una forte attenzione per gli emarginati, gli esclusi e i fragili, insieme a una capacità narrativa che unisce impegno civile ed emozione. Opere come Lamerica, che ha anticipato il tema delle migrazioni, e Campo di battaglia, dedicato alla guerra contemporanea, testimoniano la coerenza e l’attualità del suo sguardo.
Considerato uno dei maggiori autori del cinema italiano, Gianni Amelio esordisce con lavori televisivi come La città del sole (1974), Bertolucci secondo il cinema (1976) e La morte al lavoro (1978), quest’ultimo premiato a Locarno. Debutta al cinema con Colpire al cuore (1982), tra le opere più significative sul terrorismo italiano, presentato alla Mostra di Venezia.
Seguono film di rilievo come I ragazzi di via Panisperna (1987) e Porte aperte (1989), tratto da Sciascia e interpretato da Gian Maria Volonté, candidato all’Oscar come miglior film straniero e premiato con numerosi riconoscimenti internazionali. Con Il ladro di bambini (1992), Amelio ottiene uno dei più grandi successi della sua carriera, con il Gran premio della giuria a Cannes e un ampio consenso di pubblico e critica.
Negli anni successivi firma Lamerica (1994), Così ridevano (1998), Leone d’oro a Venezia, e ancora Le chiavi di casa (2004), La stella che non c’è (2006), Le premier homme (2011), L’intrepido (2013), Felice chi è diverso (2014), La tenerezza (2017), fino a Hammamet (2020), Il signore delle formiche (2022) e il recente Campo di battaglia.
Nel corso della sua carriera ha diretto anche il Torino Film Festival (2009–2012) ed è stato membro di giurie internazionali. Accanto all’attività cinematografica ha pubblicato saggi e romanzi dedicati al cinema, tra cui Un film che si chiama desiderio e Il vizio del cinema, oltre ai romanzi Politeama e Padre quotidiano.






