Emily Blunt spiega perché ha evitato l’IA per la voce aliena in Disclosure Day, creando suoni strani sul set con approccio umano.
Nel nuovo film di Steven Spielberg, Disclosure Day, il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale diventa un tema centrale anche dietro le quinte, soprattutto quando si tratta di dare forma a elementi tanto complessi quanto la voce di una creatura aliena.
Emily Blunt, come riportato da Deadline, ha infatti raccontato di essere stata “un po’ terrorizzata” all’idea di utilizzare l’intelligenza artificiale per creare la voce aliena nel film, e così ha preferito sperimentare personalmente, producendo una serie di suoni strani e non umani.
In Disclosure Day, l’attenzione è fortemente centrata sulla componente umana, nonostante il tema extraterrestre, ed Emily Blunt, che interpreta la meteorologa Margaret Fairchild, durante un’intervista a Hot Ones ha spiegato che nella sequenza di una lunga scena di circa quattro minuti, il suo personaggio attraversa una progressiva trasformazione fino a “disintegrarsi” emotivamente e fisicamente, prima di esprimersi in una lingua non umana.
L’attrice ha raccontato che esistevano varie opzioni per costruire il suono della voce aliena, incluso l’uso dell’intelligenza artificiale, ma questa soluzione la metteva a disagio. Ha quindi proposto un approccio più artigianale: ha registrato clic, ronzii, suoni consonantici e respiri irregolari, sperimentando liberamente con la voce. Durante le riprese, il sound designer le ha posizionato un microfono vicino alla bocca e uno alla gola, così da catturare ogni sfumatura in modo insolito e poi trasformarla in post-produzione.
Secondo l’attrice, il risultato finale nasce proprio da quella materia grezza, poi rielaborata dal sound designer per ottenere il suono alieno definitivo.
Sul tema dell’IA nel cinema, anche Spielberg ha espresso una posizione netta, dichiarando di non volerla usare come sostituto della creatività umana, sottolineando che non può esistere un equivalente artificiale di coscienza o “anima” nel processo creativo. L’IA, secondo il regista, può essere uno strumento utile, ma non deve diventare il centro o il punto finale della produzione artistica.
Disclosure Day, dal 10 giugno nelle sale italiane distribuito da Unversal, vede anche Josh O’Connor nel ruolo di un informatore della sicurezza informatica coinvolto in una corsa contro il tempo per svelare una grande cospirazione governativa legata alla rivelazione dell’esistenza degli alieni. Nel cast figurano inoltre Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo e Wyatt Russell.






