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Elle: il regista Jason Moore sulla serie prequel di Legally Blonde

Jason Moore racconta la serie Elle, i costumi d’archivio, il ruolo di Reese Witherspoon e il film de La signora in giallo.

Il regista Jason Moore, noto per il suo lavoro in teatro, televisione e cinema, racconta il ritorno continuo della moda e delle storie del passato e lo fa parlando di due progetti molto diversi ma legati da questo filo comune: la serie Elle, prequel di Legally Blonde, e il nuovo adattamento cinematografico de La signora in giallo con Jamie Lee Curtis nei panni di Jessica Fletcher.

Moore, come riportato da Variety, ha recentemente condiviso queste riflessioni nel suo appartamento di New York, appena rientrato da Londra dove ha diretto una nuova produzione di “Avenue Q”, musical che già nei primi anni 2000 gli era valso una nomination ai Tony Award.

Nel corso dell’intervista ripercorre il suo percorso e il modo in cui è arrivato a Elle, progetto nato da un primo contatto informale con Reese Witherspoon e dal legame con il produttore Marc Platt. All’inizio la sua reazione era stata quasi di rifiuto, perché considerava Legally Blonde un film intoccabile, ma dopo aver letto la sceneggiatura ha cambiato idea, colpito dal tono fresco e dalla costruzione del personaggio. Fondamentale è stata anche la scelta dell’attrice protagonista Lexi Minetree, che secondo Moore possiede una comicità naturale e una presenza scenica capace di richiamare grandi icone come Lucille Ball e Sutton Foster.

Moore insiste molto sul lavoro di preparazione dell’attrice, che ha studiato il personaggio in modo meticoloso, seguendo anche un percorso di coaching vocale per riprodurre sfumature, respiri e intonazioni di Elle Woods senza mai scivolare nell’imitazione. L’obiettivo era proprio quello di restituire continuità al personaggio senza trasformarlo in una caricatura. La sua dedizione, racconta il regista, è stata totale fin dal primo giorno sul set.

Un altro elemento centrale della serie è l’ambientazione negli anni ’90, costruita però con un linguaggio visivo contemporaneo. Moore spiega che l’intento non era ricreare in modo nostalgico quell’epoca, ma farla percepire attraverso uno sguardo moderno, evitando l’effetto “già visto” che si ottiene spesso con filtri o ottiche vintage. Anche i riferimenti culturali dell’epoca, dalle serie TV ai marchi simbolici, servono a costruire un contesto riconoscibile ma non imitativo.

Grande attenzione viene data anche alla rappresentazione del cast, più ampio e diversificato rispetto ai film originali. Moore sottolinea come già nelle ricerche su “Legally Blonde” fosse emerso quanto il personaggio di Elle Woods fosse amato da pubblici molto diversi tra loro, andando oltre ogni stereotipo sociale o razziale.

Un capitolo a parte riguarda i costumi, particolarmente importanti nella seconda stagione. Qui la produzione ha avuto accesso a veri abiti d’archivio, grazie al coinvolgimento della costumista del film originale, mentre nella prima stagione molti capi erano stati ricreati per sembrare vintage. La seconda stagione, invece, punta direttamente sull’autenticità dei pezzi storici.

Nel corso delle riprese, Reese Witherspoon ha fatto visita al set in alcune occasioni, partecipando anche a una lettura del copione insieme al cast per creare un clima più disteso. In una delle giornate più complesse, con oltre duecento comparse, la sua presenza è stata vissuta in modo naturale, senza distanze tra lei e la produzione, contribuendo a rafforzare la serenità del gruppo.

Il regista racconta anche il primo incontro tra Reese Witherspoon e Lexi Minetree, molto atteso dalla troupe, sottolineando la loro sorprendente somiglianza e la cura con cui è stato gestito il passaggio simbolico di testimone tra le due attrici, anche attraverso piccoli dettagli pratici come l’altezza dei tacchi per mantenere coerenza visiva sul set.

Infine, parlando del nuovo film de La signora in giallo, Moore anticipa che la sigla storica sarà in qualche modo presente, anche se utilizzata in una forma inattesa. Il tono del film, spiega, sarà quello di un giallo più vicino alla tradizione di Agatha Christie, con una struttura ricca di colpi di scena ma attraversata anche da momenti leggeri grazie alla presenza di Jamie Lee Curtis. L’intenzione non è stravolgere l’identità della serie originale, ma usarla come punto di partenza per una nuova interpretazione del genere, piena di riferimenti nascosti pensati soprattutto per i fan più affezionati.


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