HEN – Storia di una gallina arriva il 28 maggio: il film di György Pálfi tra festival, trama originale e racconto visto da una gallina.
Dopo il passaggio nei principali festival internazionali, tra cui Toronto, Roma e San Sebastián, HEN – Storia di una gallina arriva nelle sale italiane dal 28 maggio, distribuito da Officine UBU. Il nuovo film di György Pálfi (Taxidermia, Hukkle), tra i registi più originali del cinema europeo, propone un racconto fuori dagli schemi che unisce avventura, commedia e riflessione sociale…visto attraverso il punto di vista di una gallina.
Fuggita da un allevamento intensivo, una gallina dalle piume nere trova rifugio nel cortile di un ristorante in rovina. Qui scopre l’amore, affronta le gerarchie del pollaio e cerca di proteggere le sue uova. La sua storia, però, si intreccia con una rete di traffico di migranti, trasformandosi in una metafora del presente.
Tra ironia e momenti più intensi, HEN – Storia di una gallina racconta una vicenda di sopravvivenza, libertà e responsabilità, capace di parlare in modo semplice e diretto.
Girato senza CGI né intelligenza artificiale, il film utilizza animali reali grazie al lavoro dell’addestratore Árpád Halász, già collaboratore di produzioni come Blade Runner 2049 e Midsommar. Otto galline diverse danno vita a un’unica protagonista, in un’esperienza visiva insolita che ribalta il punto di vista tradizionale del racconto.

Hen – Storia di una Gallina, sinossi
“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” – ma cosa succede quando queste responsabilità ricadono sulle ali di… una gallina?
Fuggita da un allevamento intensivo, una gallina dalle piume nere trova rifugio nel cortile di un ristorante fatiscente. Qui scopre l’amore, affronta la rigida gerarchia del pollaio e fa di tutto per proteggere le sue uova. Sullo sfondo di questa incredibile avventura animale, costellata di piccoli grandi imprevisti, dei quali la gallina è a volte ignara testimone, altre volte elemento scatenante, la vita umana fa il suo corso e la nostra eroina si ritrova, suo malgrado, coinvolta in una rete clandestina di traffico di migranti. La sua ironica e toccante odissea rende la storia una metafora delle disuguaglianze, delle ingiustizie e delle lotte silenziose che segnano le vite umane.






