House of the Dragon 3

House of the Dragon 3, il regista svela i segreti della grande battaglia navale

Il regista di House of the Dragon racconta la battaglia navale, la costruzione delle navi reali e la morte di un personaggio chiave.

Durante le prime riunioni dedicate alla realizzazione della Battaglia della Gola, la spettacolare sequenza navale che apre la terza stagione di House of the Dragon, il regista Loni Peristere. come riportato da Variety, aveva un obiettivo preciso: riportare sullo schermo tutta la grandezza e la brutalità delle vere battaglie in mare.

Peristere, già regista dell’episodio “Red Sowing” della seconda stagione e grande appassionato dei libri di George R.R. Martin, racconta di aver detto al direttore della fotografia PJ Dillon: “Dobbiamo ritrovare il significato epico delle battaglie navali”. A ispirare il lavoro della troupe sono state anche alcune immagini storiche, come il dipinto della Battaglia di Trafalgar che mostra Lord Nelson uscire da uno scontro devastante circondato dai cadaveri in acqua, e il film del 2003 Master and Commander diretto da Peter Weir. Proprio quest’ultimo ha influenzato il modo in cui la produzione ha voluto raccontare la vita su una nave, tra il movimento dei marinai, il caos, il rumore e la tensione della battaglia.

La Battaglia della Gola, inizialmente prevista per la seconda stagione ma poi rimandata per motivi di budget, è finalmente arrivata sullo schermo come uno degli eventi più ambiziosi della serie. Lo scontro vede contrapposte le forze dei Neri guidate da Rhaenyra Targaryen e i Verdi fedeli ad Approdo del Re e a Re Aegon II.

Per realizzare la sequenza sono state costruite due navi a grandezza naturale, utilizzabili sia su un set asciutto sia immerse nell’acqua, con migliaia di litri d’acqua, numerose comparse, combattimenti e creature digitali. Con l’aiuto del consulente navale Craig Lambert, la produzione ha studiato il funzionamento delle vere imbarcazioni per creare le navi Queen Who Never Was e Bitchfist, un lavoro seguito dallo scenografo Jim Clay e dal produttore esecutivo Kevin De La Noy.

Peristere spiega che uno degli obiettivi principali era rendere il più possibile reale tutto ciò che accadeva sul ponte delle navi, anche in una produzione dove gli effetti visivi avevano un ruolo fondamentale. “Anche se eravamo circondati dagli schermi blu, volevamo che tutto quello che si trovava sul ponte fosse autentico, concreto e presente”, racconta il regista.

L’idea era permettere agli attori di muoversi in un ambiente credibile, così che ogni gesto risultasse naturale anche nelle scene con i draghi realizzati in CGI. Per questo la troupe ha lavorato anche con veri marinai sul set, così da ricreare correttamente ogni movimento dell’equipaggio e ogni azione sullo sfondo.

La battaglia è stata preparata nei minimi dettagli. Peristere ha creato un documento di 186 pagine con indicazioni per ogni reparto tecnico, includendo elementi come vento, atmosfera e intensità delle scene più violente. Una pianificazione necessaria perché, nonostante l’enorme scala della produzione, non si trattava di un film dal budget illimitato.

“Non stavamo realizzando un film da 300 milioni di dollari. Ogni cosa doveva funzionare nel giorno in cui veniva girata”, ha spiegato il regista, sottolineando quanto fosse importante rispettare una tabella di marcia molto rigida.

Dietro alla spettacolarità della battaglia, però, Peristere ha voluto mantenere al centro il lato umano della storia. Dopo due anni di attesa tra la seconda e la terza stagione, il regista ha lavorato prima di tutto sulle emozioni dei personaggi, provando le scene con il cast senza effetti o grandi scenografie per concentrarsi sui rapporti e sui conflitti interiori.

Uno dei momenti più drammatici dell’episodio è la morte di Jace, il figlio maggiore di Rhaenyra interpretato da Harry Collett. Il personaggio viene colpito dalle frecce durante lo scontro in mare, mentre anche il suo drago Vermax trova la morte. Peristere racconta che Collett ha voluto interpretare quegli ultimi istanti mostrando un personaggio ancora convinto della propria forza: un cavaliere di drago che non riesce ad accettare l’idea di poter morire.

Secondo il regista, Jace continua a pensare di poter essere salvato e crede che Baela arriverà a prenderlo. Proprio questa convinzione rende la scena ancora più tragica: lui non vede arrivare la fine, mentre il pubblico comprende che la sua speranza è destinata a spegnersi.

L’episodio accompagna lo spettatore lungo tutta la giornata della battaglia, iniziando da una mattina nebbiosa e arrivando lentamente alla devastazione finale. Peristere voleva che si percepissero il passare del tempo, il cambiamento della luce e soprattutto il peso delle perdite.

Nel finale resta non solo la grandezza dello scontro, ma anche il suo costo umano: navi distrutte, corpi nell’acqua e famiglie spezzate. “È l’inferno sulla Terra”, racconta il regista, spiegando che gli ultimi momenti della battaglia dovevano lasciare una sensazione precisa: quella di aver assistito a qualcosa di enorme, ma anche profondamente doloroso.

La Battaglia della Gola apre così una nuova fase della guerra. Rhaenyra non deve affrontare soltanto la perdita di un altro figlio, ma anche il tradimento e l’isolamento. La sua posizione viene messa in discussione e anche la sua famiglia sembra sfuggirle.

Peristere svela che proprio in quel momento si vede la trasformazione del personaggio: privata di tutto ciò su cui aveva costruito il proprio potere, Rhaenyra inizia davvero a diventare una sovrana. Il gesto finale del pugnale segna l’inizio di una nuova fase della storia, destinata a cambiare gli equilibri del regno e ad aprire la strada a eventi ancora più drammatici.


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