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Martin Scorsese sostiene l’IA: “Così realizzo gli storyboard dei miei film”

Martin Scorsese sostiene l’IA nel cinema e usa nuovi strumenti per creare storyboard più rapidi e dettagliati.

Martin Scorsese apre le porte all’intelligenza artificiale nel cinema e diventa consulente di Black Forest Labs, azienda specializzata nello sviluppo di modelli generativi. Il regista premio Oscar ha spiegato infatti di vedere queste tecnologie come un supporto creativo capace di migliorare il processo produttivo senza sostituire il lavoro artistico.

L’autore di capolavori come Quei bravi ragazzi, The Irishman e Hugo ha annunciato la collaborazione con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di strumenti che possano ampliare le possibilità espressive del linguaggio cinematografico. Secondo Scorsese, il cinema è una forma d’arte relativamente giovane e, proprio per questo, deve restare aperto all’innovazione tecnologica.

Nel comunicato diffuso da Black Forest Labs, il regista ha ricordato di aver già sperimentato tecnologie avanzate nel corso della sua carriera, dal 3D utilizzato per Hugo fino al ringiovanimento digitale impiegato in The Irishman. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, sostiene di poter condividere in modo più chiaro ed efficace la propria visione con scenografi, direttori della fotografia e artisti coinvolti nella realizzazione dei film.

A dimostrazione delle potenzialità dello strumento, Scorsese ha mostrato in un video come utilizza il modello generativo FLUX per creare storyboard durante la fase di pre-produzione. Il regista ha svelato che sequenze complesse, come la celebre scena al Copacabana di Quei bravi ragazzi, richiedono una pianificazione estremamente dettagliata e che un sistema di questo tipo può accelerare il lavoro, riducendo tempi e pressioni sulla troupe.

“Se si dispone di uno strumento come questo, si possono risolvere alcuni problemi molto più rapidamente, risparmiando tempo di produzione e diminuendo lo stress sul set”, ha affermato il cineasta.

La collaborazione, come riportato da Variety, rappresenta un importante riconoscimento per Black Forest Labs. Robin Rombach, CEO e co-fondatore dell’azienda tedesca, ha definito l’accordo con Scorsese una conferma della validità dell’approccio sviluppato dalla società. Non è stato chiarito se il regista abbia investito direttamente nell’azienda, mentre i suoi rappresentanti hanno preferito non commentare l’aspetto finanziario dell’operazione.

Scorsese si aggiunge così a un numero crescente di registi di primo piano che guardano con interesse all’intelligenza artificiale. James Cameron fa parte del consiglio di amministrazione di Stability AI, mentre Peter Jackson ha recentemente paragonato l’IA a un moderno effetto speciale. Di segno opposto la posizione di Guillermo Del Toro, che continua a esprimere forti riserve sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nella produzione artistica.

L’annuncio arriva in una fase di crescente sperimentazione a Hollywood. Festival e studi cinematografici stanno infatti esplorando nuove applicazioni dell’IA, dai documentari generati artificialmente fino a progetti cinematografici ibridi che combinano tecniche tradizionali e strumenti generativi.

Per Scorsese, tuttavia, il valore principale resta quello pratico: durante la pre-produzione di un film, ogni giorno risparmiato può fare la differenza. Il regista ha spiegato di aver già testato le soluzioni di Black Forest Labs per un suo prossimo progetto, sottolineando come l’intelligenza artificiale gli abbia consentito di tradurre con maggiore precisione le immagini presenti nella sua mente.

“Durante la fase di pre-produzione il tempo è denaro”, ha concluso. “Questi strumenti ci permettono di procedere più velocemente senza sacrificare la qualità e l’attenzione ai dettagli”.


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