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Mike Flanagan svela il rimpianto per Clayface: “Ci tenevo davvero a dirigerlo”

Mike Flanagan racconta perché ha dovuto rinunciare alla regia di Clayface e svela cosa lo aveva conquistato del personaggio.

Mike Flanagan non ha mai nascosto quanto tenesse a Clayface. Il regista, infatti, aveva ideato il progetto, scritto la storia e sperava anche di portarlo sullo schermo in prima persona, ma alla fine ha dovuto rinunciare alla regia. Il motivo? Un’agenda già completamente occupata. Tra la serie dedicata a Carrie e il nuovo L’esorcista, aspettare non era un’opzione e i DC Studios hanno deciso di andare avanti affidando il film a James Watkins.

Intervistato da Entertainment Weekly durante il Comic-Con di San Diego, Flanagan ha raccontato di non aver ancora visto il film, pur essendo accreditato come autore del soggetto originale e co-sceneggiatore insieme a Hossein Amini. “Non ho ancora visto Clayface. È il film di James”, ha spiegato, raccontando una situazione per lui del tutto inedita.

Abituato a dirigere quasi sempre i progetti che scrive, da Oculus a The Haunting of Hill House e Midnight Mass, questa volta il regista ha dovuto fare un passo indietro dopo aver consegnato la sceneggiatura. “Sembra il film che mi aspettavo, ma è una situazione strana. Ho consegnato la sceneggiatura e mi è stato detto: ‘James, fai il tuo film. Io vado a fare il mio’. Non mi era mai successo prima.”

Il motivo, però, non ha nulla a che vedere con divergenze creative. “Tra Carrie e L’esorcista, non c’era proprio alcuna possibilità”, ha spiegato Flanagan, confermando quanto aveva già raccontato Peter Safran, che nei mesi scorsi aveva ammesso che i DC Studios avrebbero voluto affidargli la regia, salvo poi scontrarsi con un calendario ormai impossibile da modificare.

Lo stesso Flanagan non nasconde un pizzico di rammarico. “Anch’io ci tenevo davvero”, ha confessato, rivelando che quando aveva iniziato a sviluppare il progetto immaginava che Clayface sarebbe arrivato più avanti nel nuovo corso della DC. Invece lo studio ha deciso di accelerare i tempi. “Loro erano pronti a partire e io non ero minimamente disponibile. Non si trattava di aspettare sei mesi, ma anni. Capisco perfettamente perché abbiano deciso di andare avanti.”

Dietro il suo interesse per il personaggio, del resto, c’è un legame che risale all’infanzia. Flanagan ha svelato di essersi ispirato soprattutto agli episodi “Feat of Clay” di Batman: The Animated Series, che lo avevano colpito per il modo in cui raccontavano la tragedia di Matt Hagen. “I cattivi di Batman erano umani, complessi e tragici. Si provava empatia per loro anche quando diventavano mostri”, ha detto, ricordando come la storia di un artista costretto a perdere la propria identità gli sia sempre sembrata il vero cuore del personaggio.


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