Nastri d'Argento 2026

Nastri d’Argento 2026: i vincitori

Nastri d’Argento 2026: La grazia di Sorrentino domina i premi, tra vincitori, omaggi al cinema italiano e riconoscimenti speciali.

La grazia di Paolo Sorrentino è il grande trionfatore dei Nastri d’Argento 2026, dove conquista otto premi su nove candidature e firma un autentico en plein che lo consacra come protagonista assoluto dell’edizione. Il film si aggiudica il riconoscimento più ambito, quello per il miglior film, insieme ai Nastri per la regia e la sceneggiatura, entrambi firmati dallo stesso Sorrentino. Il successo si estende anche agli interpreti: Anna Ferzetti viene premiata come migliore attrice protagonista, mentre Toni Servillo e Valerio Mastandrea condividono il premio per il miglior attore protagonista ex aequo per Cinque secondi di Paolo Virzì.

A completare il quadro, Milvia Marigliano si impone come migliore attrice non protagonista proprio per La grazia, confermando la forza corale del cast. Il film si distingue anche sul piano tecnico, con il Nastro per la fotografia a Daria D’Antonio e quello per il sonoro a Emanuele Cecere e Mirko Perri. Un risultato che riflette l’attenzione costante della critica fin dal debutto alla Mostra del Cinema di Venezia e che premia anche il lavoro produttivo di The Apartment (gruppo Fremantle), in associazione con Numero 10 e PiperFilm.

L’edizione 2026 si apre simbolicamente con un omaggio alle donne del cinema in occasione degli ottant’anni del premio. Un riconoscimento speciale viene assegnato a Monica Guerritore e al suo film Anna, dedicato a Anna Magnani, prima donna premiata nella storia dei Nastri nel 1946. Alla Guerritore viene consegnata una riproduzione simbolica del Nastro originale appuntato dalla Magnani, in un gesto che lega memoria e presente. La celebrazione prosegue con un tributo collettivo a otto figure femminili del cinema italiano, tra cui attrici, registe, produttrici e professioniste dei reparti tecnici, in un omaggio che valorizza il contributo spesso invisibile ma fondamentale delle donne nell’industria audiovisiva.

Tra i premi principali della sezione commedia, il Nastro dell’anno va a Buen Camino di Gennaro Nunziante, che segna il ritorno di Checco Zalone e conferma il successo del film prodotto da Indiana Production con Medusa Film e Netflix. A La vita va così di Riccardo Milani va invece il riconoscimento della critica per la capacità di unire leggerezza narrativa e attenzione ai temi sociali. Nella categoria degli interpreti della commedia si distinguono Claudia Pandolfi per 2 cuori e 2 capanne e Giuseppe Battiston per Lavoreremo da grandi.

Grande spazio anche agli esordi: Primavera di Damiano Michieletto si impone come miglior opera prima e conquista anche i Nastri per musica e costumi, mentre il Premio speciale BNL BNP Paribas va a Gioia mia di Margherita Spampinato, confermando l’attenzione verso i nuovi talenti del cinema italiano.

Tra gli attori emergono numerosi riconoscimenti: Francesco Gheghi viene premiato come miglior non protagonista per 40 secondi di Vincenzo Alfieri, mentre tra i premi speciali spiccano Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet e Mariano Rigillo, omaggiati per percorsi artistici diversi ma ugualmente significativi. Sul fronte della scrittura, il Nastro SIAE per la sceneggiatura va a Giulia Calenda, mentre il miglior soggetto viene assegnato a La valle dei sorrisi.

Non mancano le segnalazioni dedicate ai giovani talenti, con il Premio Guglielmo Biraghi a Beatrice Savignani e il Premio Nastri d’Argento – Nuovo IMAIE a Tommaso Cassissa e Adriano Moretti. Tra i riconoscimenti tecnici si distinguono anche le scenografie di Duse e la canzone originale Le cose non dette, firmata da Mahmood insieme a Paolo Buonvino.

Nel complesso, l’80ª edizione dei Nastri d’Argento si presenta come un mosaico che intreccia grandi autori, nuovi talenti e memoria storica del cinema italiano, con un’attenzione particolare alla creatività femminile e al rinnovamento generazionale dell’audiovisivo.


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