pedro pascal nee i fantastici 4: gli inizi

Pedro Pascal e il Super Bowl: “Ho chiesto io a Bad Bunny…e mi sono ritrovato a ballare nella Casita”

Pedro Pascal racconta come è finito a ballare nello show di Bad Bunny al Super Bowl: tra ironia, sorpresa e riflessioni sulla fama.

Pedro Pascal non è il tipo che aspetta un invito restando in disparte. Quando ha saputo dello show dell’intervallo del Super Bowl di Bad Bunny, come riportato da Variety, ha deciso di muoversi in prima persona. E lo ha fatto senza mezze misure.

“Volevo esserci a tutti i costi, in qualunque ruolo – anche solo a servire caffè”, racconta l’attore nel nuovo numero di Fantastic Man. “Quando si tratta di celebrare un artista oggi, nessuno lo fa meglio di Benito. Mi ispira moltissimo, oltre al fatto che adoro la sua musica”.

All’inizio, però, nessuna risposta. Dopo aver finito le riprese di Behemoth di Tony Gilroy, Pascal ha provato a smuovere le acque con un gesto ironico: “Ho mandato un’email con un selfie in cui tiravo fuori la lingua, scrivendo “Sono proprio io””. Risultato? Dopo appena 25 minuti è arrivata la chiamata: lo volevano nello show.

Le istruzioni erano minime: presentarsi vestito di beige. Poi, tutto è precipitato in modo imprevedibile. “Ero sugli spalti a guardare la partita quando qualcuno mi ha preso e portato nel backstage. Lì c’erano Cardi B, Young Miko, Karol G e Jessica Alba. Hanno controllato i costumi e poi mi hanno detto: “Ok, quindi ballerai””.

È stato in quel momento che ha realizzato davvero cosa stava per succedere. “Poco prima dell’inizio ho capito: “È la Casita. Sono un idiota. Oddio, sarò nella Casita””, racconta. “Credo sia per questo che sembravo un cervo abbagliato dai fari”.

Nella stessa intervista, Pascal riflette anche sul suo percorso, arrivato al successo più tardi rispetto a molti colleghi. “Ci sono due modi di vedere la cosa”, spiega l’attore, che ha compiuto 51 anni il 2 aprile. “Da un lato c’è la sindrome dell’impostore. Dall’altro, però, mi sento incredibilmente fortunato: sono arrivato alla fama con una personalità già formata. Come se fossi uscito dal forno già cotto”.

Il suo vero punto di svolta? Il ruolo di Oberyn Martell in Il Trono di Spade, ottenuto a 38 anni. Prima di allora, la vita era ben diversa: lavori come cameriere e barista a New York, piccoli ruoli, audizioni. “Se riuscivi a ottenere una parte in Law & Order, sembrava già un grande traguardo. Tiravo avanti a fatica, e devo molto all’aiuto di mia sorella e dei miei amici”.

Anche il suo iconico baffo ha una storia tutta sua. “Non ho mai avuto il coraggio di portare la barba perché pensavo fosse troppo rada”, ammette. “Per Oberyn mi hanno aiutato a curarla, poi con Narcos ho capito che i baffi erano perfetti. Ora un po’ ci gioco… ma se un ruolo lo richiede, può sparire tutto”.

Infine, Pascal non evita i temi più seri. Parla apertamente della sua posizione politica e del perché sceglie di esporsi: “Rimanere in silenzio sarebbe molto più difficile per me. Sono stato educato così: decenza e compassione. Vedere persone vulnerabili trasformate in capri espiatori è qualcosa di profondamente doloroso”.


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