Il nuovo trailer di Primetime, il film di Lance Oppenheim con Robert Pattinson nei panni di Chris Hansen, al cinema dal 15 ottobre.
Dopo l’eccellente debutto al box office americano, con oltre 19 milioni di dollari incassati nel primo weekend, Primetime, il film di Lance Oppenheim, arriva nelle sale italiane il 15 ottobre distribuito da I Wonder Pictures.
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Il risultato segna il terzo miglior debutto di sempre per un film A24 sul mercato domestico, alle spalle soltanto di Backrooms (81,4 milioni di dollari nel 2026) e Civil War (25,5 milioni nel 2024), e davanti ai 15,7 milioni di Marty Supreme. È inoltre il miglior esordio ottenuto da un film di Robert Pattinson distribuito da A24, superiore ai precedenti record della star con The Drama e The Lighthouse.
Nell’attesa è stato rilasciato il nuovo trailer che porta ancora più al centro la dimensione tesa, intima e controversa del protagonista, il giornalista Chris Hansen, interpretato da Robert Pattinson, anche produttore del film. Un’immersione nel dietro le quinte del sensazionalismo televisivo e nel prezzo personale che può accompagnare la ricerca della fama.
Nel cast, accanto a Pattinson — protagonista di Odissea, The Drama – Un segreto è per sempre, Dune – Parte Tre e The Batman, celebrato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per la sua interpretazione — troviamo Merritt Wever (Birdman, Storia di un matrimonio), Skyler Gisondo (Superman, Booksmart, The Social Dilemma) e la cantautrice Phoebe Bridgers. Tra i produttori figura anche Ari Aster.

La storia è ambientata nel 2006, quando il giornalista Chris Hansen si prepara a entrare nella storia della televisione con To Catch a Predator, controverso programma che, attraverso operazioni sotto copertura e telecamere nascoste, smaschera in diretta televisiva presunti predatori sessuali.
Il programma diventa rapidamente un fenomeno nazionale e Hansen una vera icona televisiva. Ma, mentre il successo cresce, si fa sempre più sottile il confine tra informazione, giustizia e spettacolo, fino a mettere in discussione il rapporto tra cronaca, intrattenimento e voyeurismo.






