Robert Pattinson a Venezia 83, foto Martina Dal Piano per Think Movies

Robert Pattinson: “La sceneggiatura di Primetime era una granata. Originale, divertente e un po’ pericolosa”

Robert Pattinson racconta perché ha scelto di produrre Primetime, il thriller di A24 ispirato alla controversa storia di Chris Hansen.

Una sceneggiatura capace di sorprendere, originale e con qualcosa di pericoloso: è così che Robert Pattinson ricorda il primo incontro con Primetime, il thriller psicologico di A24 presentato domenica sera al BFI IMAX di Londra, nell’ambito del London Film Festival.

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L’attore ha raccontato di essere rimasto colpito fin dalla prima lettura, tanto da decidere di partecipare al progetto non soltanto come protagonista, ma anche come produttore. Sul palco, al suo fianco, c’erano il regista Lance Oppenheim, lo sceneggiatore Ajon Singh e la co-protagonista Merritt Wever.

“Ajon aveva scritto questa sceneggiatura e, non appena la leggevi, ti sembrava una granata”, ha ricordato Pattinson. “E poi scoprire che nessuno ci stava facendo niente ti faceva sentire come se avessi rubato qualcosa. Quindi pensavi letteralmente: “Voglio farla subito””.

Rivolgendosi a Singh, l’attore ha aggiunto di averlo chiamato il giorno successivo alla lettura. “Sapevo già che sarebbe stata una cosa interessante. Poi abbiamo coinvolto Lance in meno di una settimana e, credo, nel giro di due settimane tutto era già in corso”.

La scelta di prendere parte al film è nata dal desiderio di trovare una storia capace di spiazzare il pubblico. “Come produttore e attore, ero alla ricerca di qualcosa nella sceneggiatura che fosse elettrizzante e che pensassi potesse sorprendere il pubblico”, ha spiegato Pattinson. Poi, con il suo consueto tono ironico, ha precisato di non voler anticipare troppo: “Non voglio rovinare la sorpresa a tutti dicendo “È davvero sorprendente!” e poi farvi pensare: “Non è affatto sorprendente!”. Ma per me lo è stato. Mi è sembrato originale, divertente e sfaccettato, tutto ciò che si desidera, un po’ pericoloso. E sapevo che ne sarebbe venuto fuori qualcosa di speciale”.

Il film, presentato in anteprima all’83esima Mostra del Cinema di Venezia, ha ricevuto un’accoglienza calorosa, culminata in una standing ovation di sette minuti. Uscito nelle sale statunitensi il 25 settembre, Primetime ha incassato 38 milioni di dollari a fronte di un budget di 14,5 milioni. L’uscita nel Regno Unito è prevista per il 30 ottobre, mentre in Italia uscirà il 16 ottobre.

Al centro della storia c’è Chris Hansen, il conduttore di To Catch a Predator, trasmissione di Dateline NBC dedicata alla cattura di uomini sospettati di adescare minori. Il film racconta il momento in cui Hansen porta il programma in prima serata e mette in discussione l’etica dei suoi metodi, al centro di polemiche che contribuirono alla conclusione definitiva della trasmissione nel 2008.

L’opera si ispira liberamente all’articolo di Esquire del 2007 Tonight on Dateline This Man Will Die, ma non è stata concepita come un biopic. I suoi autori hanno infatti descritto il progetto come una rivisitazione stilizzata della vicenda.

Hansen ha espresso riserve sul film e sull’interpretazione che Pattinson ha dato di lui. Dopo aver visto la pellicola, come riportato da Variety, ha dichiarato che si tratta di “un’opera di pura finzione”.

“Robert Pattinson è un ottimo attore. E penso che per molti sarebbe un onore essere stato scelto per interpretare me”, ha commentato. “Ma il modo in cui è stato fatto non è certo lusinghiero. E quindi qual è il messaggio più importante per Hollywood in tutto questo?”.

A Venezia, durante la conferenza stampa del film, a Pattinson era stato chiesto se avesse un messaggio da rivolgere direttamente a Hansen. L’attore aveva risposto di sperare ancora che il protagonista della vicenda potesse cambiare idea.

“Ovviamente, spero che il film gli piaccia”, aveva detto. “C’è qualcosa di elettrizzante in lui. Spero che l’ispirazione che il suo personaggio ha dato a molte persone nel corso degli anni sia, in qualche modo, un complimento”.


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