Ti auguro ogni bene, dal 18 giugno al cinema: il film LGBTQ+ di Tommy Dorfman con Daddario, Sprouse e Dunham.
Dal 18 giugno arriva nelle sale italiane, in concomitanza con il mese del Pride, Ti auguro ogni bene, distribuito da Notorious Pictures. Il film, di cui vi presentiamo il poster, segna l’esordio alla regia di Tommy Dorfman ed è tratto dall’omonimo romanzo bestseller di Mason Deaver. Nel cast spiccano Corey Fogelmanis, Alexandra Daddario, Cole Sprouse e Lena Dunham.

Si tratta di un coming-of-age contemporaneo a tematica LGBTQ+ che racconta il percorso di formazione e definizione di sé di un* giovane non binari*, attraverso un intreccio di crescita personale, relazioni affettive e ricerca di un luogo in cui sentirsi accolti.
La vicenda ruota attorno a Ben (Corey Fogelmanis), studente dell’ultimo biennio di liceo che, dopo aver fatto coming out, viene escluso dalla propria famiglia e costrett* a ripartire da zero. La sua rinascita passa attraverso nuovi legami: la sorella (Daddario), il cognato (Sprouse) e una figura adulta fuori dagli schemi come un’insegnante d’arte interpretata da Dunham, che contribuiscono a ridefinire la sua identità e la sua direzione di vita.
Il film sposta il focus dal momento del coming out alle sue conseguenze, soffermandosi sulle fratture familiari, sulla trasformazione dei rapporti e sulla costruzione di nuove forme di appartenenza. All’interno del panorama del cinema Young Adult contemporaneo, si distingue per un approccio delicato e privo di enfasi, attento ai personaggi e lontano da letture stereotipate.
In un periodo in cui il confronto sui diritti delle persone trans e non binarie è particolarmente centrale nel dibattito pubblico, il film assume anche una valenza sociale più ampia, restituendo un punto di vista personale inserito però in un contesto complesso e attuale.
La regista ha evidenziato come l’uscita del film si collochi in una fase delicata per le comunità queer e trans, segnata da tensioni culturali e politiche e da un clima di crescente pressione sui diritti civili.
Con questo debutto, Dorfman costruisce un’opera che mira a essere accessibile e consapevole allo stesso tempo, pensata per un pubblico giovane ma capace di parlare anche a una platea più ampia.






