Amazon MGM abbandona Artificial, il nuovo film di Luca Guadagnino che racconta le turbolenze di OpenAI e Sam Altman.
Amazon MGM Studios ha deciso di non distribuire più Artificial, il nuovo film diretto da Luca Guadagnino. In una dichiarazione rilasciata a Deadline, lo studio ha espresso grande stima nei confronti del regista italiano, sottolineando la volontà di proseguire la collaborazione in futuro.
“Nutriamo il massimo rispetto e ammirazione per Luca Guadagnino come regista pluripremiato e per il rapporto professionale che ci lega da tempo. Riteniamo però che Artificial possa beneficiare di una diversa strategia distributiva e stiamo lavorando a stretto contatto con il team di produzione per individuare la soluzione migliore”, ha dichiarato Amazon MGM.
La notizia del disimpegno dello studio è stata anticipata da Puck. Secondo diverse fonti, altre società di produzione starebbero già valutando il progetto e sarebbero in corso trattative per garantirgli una nuova distribuzione.
Diretto da Guadagnino e scritto da Simon Rich, ex autore e membro del cast di Saturday Night Live, Artificial racconta le vicende di OpenAI e il periodo di forte instabilità vissuto dall’azienda nel 2023, quando il CEO Sam Altman fu licenziato e reintegrato nel giro di pochi giorni.
Annunciato lo scorso anno, il film vanta un cast di primo piano composto da Mark Rylance, Andrew Garfield, Yura Borisov, Monica Barbaro, Billie Lourd, Jason Schwartzman, Cooper Koch, Cooper Hoffman e Ike Barinholtz. Il progetto avrebbe inoltre segnato una nuova collaborazione tra Guadagnino e Amazon dopo Challengers e After the Hunt.
La decisione appare particolarmente significativa alla luce dei rapporti tra Amazon e OpenAI. All’inizio dell’anno, Amazon ha annunciato un investimento da 50 miliardi di dollari nella società di intelligenza artificiale, mentre il fondatore Jeff Bezos continua a essere uno dei principali sostenitori dello sviluppo del settore.
Durante una conferenza tecnologica tenutasi recentemente a Parigi, Bezos ha respinto i timori legati all’impatto dell’IA sul lavoro, sostenendo che la tecnologia non eliminerà posti di lavoro ma, al contrario, potrebbe generare una carenza di manodopera.
“Molte persone, anche molto intelligenti, temono che l’intelligenza artificiale renda gli esseri umani superflui. Io non condivido questa visione. Credo invece che l’IA finirà per creare una carenza di lavoratori”, ha affermato.
Una posizione che non trova consenso unanime nel mondo della tecnologia e dell’economia. Numerosi esperti hanno infatti evidenziato i possibili effetti negativi dell’automazione sul mercato del lavoro. Tra questi, il Trades Union Congress del Regno Unito, che nei mesi scorsi ha avvertito del rischio di una nuova fase di “deindustrializzazione”, con benefici concentrati nelle mani degli azionisti e molti posti di lavoro destinati a essere degradati o sostituiti.






