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It: Welcome to Derry, nuovi dettagli sulla seconda stagione ambientata negli anni ’30

It: Welcome to Derry stagione 2 esplorerà la banda di Bradley negli anni ’30. Andy Muschietti svela nuovi dettagli sulla serie HBO.

La seconda stagione di It: Welcome to Derry continuerà a espandere l’universo narrativo costruito nella prima stagione, andando ancora più a fondo nel materiale originale di IT. A confermarlo, come riportato da Deadline, è il creatore, regista e produttore esecutivo Andy Muschietti, che ha svelato nuovi dettagli sull’impostazione della prossima stagione.

La storia sarà ambientata negli anni ’30, un’epoca molto diversa rispetto a quella raccontata nella prima stagione. Muschietti ha spiegato che il nuovo arco narrativo prenderà spunto da una sottotrama poco esplorata del romanzo, legata alla cosiddetta “banda di Bradley”, un gruppo di rapinatori di banche che attraversa la città di Derry durante un viaggio destinato a sfociare in eventi tragici.

Siamo nel 1935, ci stiamo lavorando ora ed è davvero divertente”, ha raccontato Muschietti. “Per chi ha letto i libri, probabilmente la banda di Bradley suonerà familiare. Erano rapinatori di banche che, mentre erano in viaggio, si fermarono a Derry per comprare munizioni e accadde qualcosa di terribile.”

Il regista ha anche ricordato come la sottotrama abbia radici in un fatto di cronaca reale. “La banda di Bradley si basa sulla banda di Brady, una vera banda di rapinatori che fu giustiziata per le strade di Bangor, nel Maine”, ha spiegato. “E ora non stiamo creando l’evento che porterà al massacro della banda di Bradley come grande esplosione di violenza in questo caso”.

Muschietti ha poi chiarito che la serie continuerà a costruirsi attorno a eventi chiave e collegamenti con la mitologia di Pennywise. “Ci sono tre grandi eventi nella prima stagione di Welcome to Derry…e nella terza stagione ci sarebbe l’esplosione della Kitchener Iron Works, una grande esplosione durante una caccia alle uova di Pasqua in cui un centinaio di bambini hanno perso la vita. È sempre lì a fare casino, questo ve lo posso assicurare.”

Sul piano narrativo, l’obiettivo resta quello di ampliare l’universo senza tradire lo spirito originale. “È affascinante perché ci troviamo di fronte alla Grande Depressione, che cambia completamente il quadro. Non c’è più la periferia tranquilla dei ragazzi in bicicletta: qui la realtà è molto più dura. La gente è povera, fatica a sopravvivere, quindi il contesto sarà molto diverso.”

Un approccio che Muschietti aveva già sperimentato nei film di IT e IT Chapter Two, dove l’esplorazione delle zone meno raccontate del romanzo di King era diventata parte centrale del progetto. “Avevo letto il libro molti anni fa ed è sempre rimasto molto vicino al mio cuore. Ci sono così tante storie che non avremmo mai potuto raccontarle solo in due film”, ha aggiunto.

Tra i temi ancora aperti, anche l’origine di Pennywise: “Durante le riprese di IT 2 parlavamo spesso della possibilità di raccontare la storia di Bob Gray, di come fosse diventato Pennywise. È uno dei grandi enigmi del libro e la nostra idea era semplicemente aprire un’altra finestra su quel mistero”.


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