Sandra Hüller punta a due nomination agli Oscar per Rose e Fatherland, un traguardo raro che potrebbe entrare nella storia del cinema.
Sandra Hüller potrebbe ottenere due nomination agli Oscar nella stessa edizione: una come miglior attrice protagonista per Rose e l’altra come miglior attrice non protagonista per Fatherland, attualmente nelle sale italiane.
A rendere possibile questa eventualità è la decisione di Mubi di candidare l’attrice nella categoria non protagonista per il film diretto da Paweł Pawlikowski. Come confermato in esclusiva da Variety, il distributore statunitense sosterrà nella stessa categoria anche Hanns Zischler, che affianca Hüller nel cast.
La scelta sorprende perché Fatherland racconta proprio il rapporto tra padre e figlia, attraverso il viaggio che i due compiono nell’estate del 1949 da Francoforte, occupata dagli americani, a Weimar, sotto il controllo sovietico. Considerata il fulcro emotivo della storia, Hüller sembrava destinata alla categoria di miglior attrice protagonista, ma la campagna promozionale ha privilegiato quella non protagonista, presentando il film come un’opera corale.
Un primo segnale in questa direzione era arrivato con la candidatura ai Gotham Awards, seguita da quelle ai Golden Globe e agli Actor Awards, precedentemente noti come SAG Awards. Nonostante le aspettative di molti osservatori, l’attrice è stata quindi inserita tra le non protagoniste anche negli altri principali premi della stagione.
Questa collocazione potrebbe rivelarsi vantaggiosa, considerando la forte concorrenza nella categoria principale, e permetterle di puntare a un riconoscimento per Fatherland senza entrare in competizione con se stessa per Rose, anch’esso distribuito da Mubi e scelto dall’Austria come candidato ufficiale agli Oscar per il miglior film internazionale.
La stagione di Hüller è particolarmente intensa e comprende anche Project Hail Mary di Amazon MGM Studios e Digger di Warner Bros., per i quali potrebbe ottenere ulteriori riconoscimenti come non protagonista. A questi progetti si aggiunge il suo ingresso nel Marvel Cinematic Universe con Avengers: Doomsday, in uscita a dicembre, anche se il ruolo che interpreterà non è ancora stato rivelato.
Tra le possibili rivali per la categoria di miglior attrice protagonista figurano Julianne Moore per The Debut, Olivia Wilde per The Invite, Inde Navarrette per Obsession, Virginie Efira per All of a Sudden e Carrie Coon per The Liberation. Nella categoria non protagonista, invece, la concorrenza comprende Anne Hathaway e Samantha Morton per The Odyssey di Christopher Nolan, Penélope Cruz per The Invite e La Bola Negra, Kate O’Flynn per Tender Loving Care e Amanda Seyfried per You Can See Everything.
Un ulteriore elemento da considerare è la modifica al regolamento della 99ª edizione degli Oscar, che consentirà a un attore di ottenere più nomination nella stessa categoria, purché ciascuna interpretazione rientri tra le cinque più votate. In precedenza, soltanto quella con il punteggio più alto poteva accedere alla fase successiva.
Se riuscisse nell’impresa, Hüller diventerebbe la tredicesima interprete nella storia degli Oscar a ottenere due nomination nelle categorie di recitazione nello stesso anno, entrando in un gruppo che comprende Cate Blanchett, Jamie Foxx e Scarlett Johansson, candidata nel 2019 per Marriage Story e Jojo Rabbit. Delle dodici interpreti che ci sono riuscite finora, sette hanno conquistato almeno una statuetta.
Presentato in concorso al 79esimo Festival di Cannes, dove Pawlikowski ha vinto il premio per la miglior regia, Fatherland è stato scelto dalla Polonia per rappresentare il Paese nella categoria di miglior film internazionale agli Oscar. La critica ha apprezzato in particolare l’interpretazione di Hüller nei panni di Erika Mann, scrittrice, attrice e attivista antinazista, che accetta con riluttanza di accompagnare il padre nel Paese in cui aveva giurato di non tornare mai più.
Per l’attrice non sarebbe la prima candidatura agli Oscar: nel 2024 era già stata nominata come miglior attrice per Anatomia di una caduta, mentre il film aveva vinto nella categoria di miglior film internazionale.
Anche per Hanns Zischler si tratterebbe di un importante riconoscimento. Veterano del Nuovo Cinema Tedesco e noto soprattutto per le collaborazioni con Wim Wenders, l’attore non ha mai ricevuto una nomination agli Oscar. La sua interpretazione, descritta come austera e profondamente toccante, potrebbe finalmente portarlo tra i candidati.
La sceneggiatura di Fatherland è firmata da Paweł Pawlikowski insieme a Hendrik Handloegten. Nel cast figurano anche August Diehl nel ruolo di Klaus Mann, Devid Striesow e Anna Madeley, mentre la fotografia è affidata a Łukasz Żal, già candidato agli Oscar per Ida e Cold War. Il regista ha descritto il film come il capitolo conclusivo della sua trilogia storica.






