Venezia 83 fuori concorso Imperium di Sergei Loznista

Venezia 83: fuori concorso Imperium di Sergei Loznista

Fuori concorso in anteprima mondiale all’83esima Mostra del Cinema di Venezia Imperium di Sergei Loznista.

In prima mondiale, fuori concorso, all’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, IMPERIUM di Sergei Loznitsa riscopre un volto inedito dell’Unione Sovietica attraverso materiali d’archivio cinematografici italiani.

Nato in Bielorussia e cresciuto in Ucraina, Loznitsa è uno dei registi più apprezzati dalla critica internazionale. I suoi film sono stati presentati nei principali festival cinematografici e nel 2018 Donbass ha ottenuto il premio per la Miglior Regia nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes.

Concepito come un’opera di montaggio d’archivio, IMPERIUM è promosso dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) ed è frutto di una coproduzione europea che coinvolge Germania, Italia, Francia e Lituania, con la partecipazione di importanti realtà cinematografiche tra cui Kino Produzioni, Rai Cinema, Luce Cinecittà, Cineteca Nazionale e ARTE France.

Il film nasce dalla collaborazione tra tre grandi archivi italiani — AAMOD, Archivio Luce Cinecittà e Cineteca Nazionale — impegnati per la prima volta insieme nel recupero, restauro e digitalizzazione di un fondo cinematografico inedito. L’opera utilizza esclusivamente materiale d’archivio: 482 rulli in pellicola 16mm a colori, per quasi 60 ore di immagini, in gran parte prive delle registrazioni sonore originali.

IMPERIUM è un viaggio immersivo nell’Unione Sovietica degli anni Settanta, durante l’epoca brezneviana. Le immagini, rimaste a lungo dimenticate, hanno colpito Loznitsa per la loro distanza dalla rappresentazione ufficiale della propaganda sovietica e per la capacità di restituire una realtà più complessa e autentica. Il film ricostruisce anche il proprio paesaggio sonoro attraverso rumori e suoni creati in post-produzione, restituendo profondità e realismo alle immagini.

L’Unione Sovietica ha plasmato la mia infanzia – racconta Loznitsa –. Crescendo in Ucraina ho compreso presto come la Storia potesse essere riscritta per servire gli interessi del potere. Nell’URSS il passato non era una narrazione immutabile, ma uno strumento politico. Per questo le immagini d’archivio sono centrali nel mio lavoro: conservano tracce concrete di ciò che è realmente accaduto, al di là delle interpretazioni e delle manipolazioni successive”.

Le immagini del film, conservate dall’AAMOD e realizzate tra il 1970 e il 1973 da un gruppo di cineasti italiani guidati dall’antropologo Diego Carpitella, raccontano la vita quotidiana, le tradizioni e le culture delle numerose popolazioni dell’Unione Sovietica. Il viaggio attraversa territori vastissimi: dall’Oceano Artico ai Carpazi, dal deserto del Karakum alle repubbliche caucasiche di Georgia, Armenia e Azerbaigian, fino a Uzbekistan, Tagikistan e alle coste del Pacifico.

Attraverso il montaggio, Loznitsa mette in evidenza il contrasto tra il controllo esercitato da Mosca e la vitalità delle culture locali, mostrando le contraddizioni di un sistema politico che la propaganda aveva a lungo nascosto. IMPERIUM diventa così una riflessione sui meccanismi del potere, della censura e della memoria storica, offrendo uno sguardo sul passato sovietico utile anche per comprendere le tensioni geopolitiche del presente.


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